"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

giovedì 8 marzo 2012

Vento

Non credo nella sfiga, ma ogni tanto penso che apra gli occhi e veda proprio me e complotti contro la mia indipendenza e libertà, credo di essere stata abbastanza fortunata nella vita, ho una casa, un marito che amo e che mi ama e due splendidi bimbi.
Eppure è in giornate come queste che scatta la malinconia e il pianto, molto poco liberatorio....

Oggi mi sentivo particolarmente intrappolata in casa, nonostante abbia un sacco da fare vorrei solo uscire e andarmene da questo paese di m...a, vorrei essere al mio paesello e farmi una sana e rilassante passeggiata senza dover fare lo slalom tra macchine, buche e gente poco cordiale, e respirare un pò d'aria pulita e vedere un pò di verde invece che case grigie e brutte a vedersi.
Sarei voluta uscire di casa, se avessi trovato le chiavi, per andare dove non si sa, parchi non ce ne sono, per fare lo slalom tra le macchine e immaginarmi in un posto diverso da questo.
Ieri m'è morto pure il cellulare, e oggi, grazie a mio marito che me ne ha dato un altro, per completare l'opera, ho importato i contatti nel cellulare che mi ha dato e ho fatto macello tra i contatti incasinandoli tutti, che sfiga...
Avete presente come si sente un topo in gabbia? E' da 5 anni che mi sento così in questo posto, e da quando sono arrivati i bambini mi sento peggio, ogni tanto passa, ma è sempre lì latente.
In 5 anni ho conosciuto pochissime persone, e non perchè non ci avessi provato, perchè ho capito che a loro non interessa fare amicizie, sono un'emigrata nella stessa mia terra, a volte mi chiedo se non sono io ad avere problemi, poi penso a quelle poche persone che conosco (che si possono contare sulle dita di una mano) e sono ancora meno quelle che ti danno confidenza tanto da chiederti di uscire a fare un passeggiata.
Quando è arrivato il nano grande i miei amici mi dicevano "vedi che ora non sei più sola" (io pensavo "ma che me prendi per il culo?") perchè non c'è stato periodo in cui mi sia sentita più sola.
E quando penso a tutte queste cose non riesco a non pensare a quanto invece persone vicine qui se ne fregano e anzi approfittano della gentilezza altrui per fare quello che gli pare.
E penso a una poesia scritta per me da mio marito anni fa "sei come il vento che non si può imbrigliare" e purtroppo è quello che sento adesso, mi sento imbrigliata e in trappola, e aspetto che il vento si alzi di nuovo.


E nella mia immensa stupidaggine non mi sono ricordata che avevo la copia delle chiavi in casa e sottomano, me ne sono ricordata solo 2 ore dopo :( mi faccio troppo schifo...

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