"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

sabato 2 giugno 2012

La chiamano nostalgia, poi passa eh...

Faccio finta che non me ne freghi niente, faccio finta che anche se fossi stata li non sarei andata perché in fondo non mi è mai piaciuto ballare in discoteca e che forse nemmeno per la cena sarei riuscita ad andare, chissà, forse i bimbi non mi avrebbero fatto andare.
Tutte scuse.
Mi mancano.
Mi mancano le risate, le confidenze, gli abbracci e le leggerezze!
Mi mancherà non aver condiviso questo momento importante, non importantissimo, per quello ci sarò caschi il mondo (incrocio le dita!!).


Mi mancano soprattutto in momenti come questi, quando una semplice frase mi butta giù, quando un "esci da sola" mi rattrista perché non ci sono spazi per i bimbi, per le mamme, per le persone, qui ci sono solo case e macchine, ah e si buche nelle strade senza strisce pedonali.
Solo un grande paese dormitorio, in cui non mancano pizzerie e parrucchieri ma in cui manca tutto il resto o quasi.
Ma soprattutto manca la volontà nelle persone di fare amicizia, di conoscere gli altri.
Mi dicevano, e mi dicono ancora, "vedrai che quando tuoi figli andranno all'asilo farai amicizia" e prima ancora mi dicevano "vedrai che quando avrai dei figli farai amicizia".
Forse in un altro posto ma non qui.
La volontà di fare amicizia, ma anche solo di scambiare due parole con qualcuno estraneo alla propria cerchia, da queste parti è pari a zero, anzi, se è possibile, pari a meno zero.
L'abbiamo toccato con mano il giorno che abbiamo portato Deddè, e Caia al seguito, alla gita organizzata dalla scuola.
Dopo aver seguito una rappresentazione a teatro, che tra l'altro alle due palline è piaciuta un sacco, siamo andati tutti insieme in pineta a far merenda.
Ecco quale migliore occasione per conoscere gente!!
Seh! Sono una povera illusa.
La gente ti passa affianco e non ti vede o fa finta.
Forse in fondo non mi perdo niente.
Forse ha ragione un mio amico expat quando mi dice "a loro in fondo non importa conoscere gente, non hanno il bisogno che hai tu! Loro hanno già tutti i loro amici li"
Già, probabilmente ha ragione.
O forse sono io che faccio amicizia "a modo mio", come direbbe la maestra di Deddè quando dice "a modo suo Deddè ha socializzato", in che senzooo scusi?
E' ovvio che ognuno socializza a modo suo!
E vabbè sarà che per le amicizie vado quasi sempre a pelle, non so essere amica di tutti, non ho grandi pretese, solo un pò di onestà con me stessa e non mi piacciono le falsità.
Però non faccio finta di non vedere gli altri quando mi stanno vicini, anzi, sarà il mio attaccar bottone con tutti che spaventa?
A questo punto non so cosa pensare.
Credo che il mio amico abbia ragione.
Però con chiunque parli che non sia di qua, ma anche che sia di qua che abbia un minimo di spirito critico, e non sia il mio verduraio di fiducia che ha sempre il sorriso sulle labbra, dice che non è un bel posto.
Si dice che non siano gradite le appropriazioni di parcheggi disponibili in strada, e che i carramba ne siano al corrente ma facciano spallucce, ed è prassi comune farsi giustizia da sè per un parcheggio usurpato, vedi gomme bucate, fanali rotti e via discorrendo.
Si vedono le faccie molto scontente o addirittura minacciose dei vecchietti per strada, e capisci che non stanno bene nemmeno loro.
In fondo un paese cresciuto in pochi anni senza tener conto dell'ambiente, delle strade e della popolazione che ci abita non può piacere a qualcuno, oppure si?
Sono solo io che bramo gli alberi e gli spazi per passeggiare con calma senza essere investita anche sul marciapiede?
Probabile.
Anche se le croci lungo le strade principali del paese fanno riflettere, o fanno arrabbiare dipende dai giorni.
Credo di essere passata anch'io nelle fasi legate allo shock culturale di cui parla eroLucy anche se credo che la luna di miele sia passata il secondo giorno,  e da allora sono quasi sempre in fase rabbia, l'accettazione ce l'ho solo come rassegnazione cristiana (non si può fare a meno di stare qui per cui tappiamoci il naso e andiamo avanti!).
"Nostalgia, nostalgia canaglia che ti prende proprio quando non vuoi...nostalgia, nostalgia canaglia, di una strada di un amico di un bar..."
cantavano Albano e Romina anni fa...
Un bel respiro ed è già passata, basta esorcizzarla con un bel tramonto :)



6 commenti :

  1. Esagerata, io vivo nel tuo stesso paese dal 1999, e non conosco nessuno, poteva andare peggio!!
    Potevo conoscere uno di questi "simpatici" indigeni :D
    Dammi retta, se non li conosci evitali, se li conosci, evitali ancora di più!
    Come mi ha detto mio padre su questo paese:"I cinghiali ci sono, sono le montagne che mancano!", mai frase fu più vera e dopo 13 anni posso sottoscriverla in pieno.
    Firmato
    Krastor

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    1. Ahah ricordo che gliela disse uno che abitava qui da qualche anno
      Non faccio di tutta l'erba un fascio e ancora ho speranze ovviamente sui non indigeni +lol+

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  2. io ho imparato a prendere quello che viene. è che tu ti aspetti troppo. certe cose a volte arrivano da sole, o non arrivano affatto. :)

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    1. hai ragione Anto :) forse mi aspetto troppo, in primis da me stessa, è che ci sono momenti in cui è troppo forte la rabbia o la nostalgia e allora è meglio metterla su carta per lasciarla andare, e fondamentalmente sono una passionale :)

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  3. Io vivo nella città in cui sono nata eppure provo spesso lo stesso sentimento di non appartenenza che descrivi tu. Negli anni ho perso la voglia di essere sempre io a fare, organizzare, cercare ... non mi piace la solitudine ma mi accontenterei di un saluto spontaneo e allegro di un vicino di casa o di una mamma all'uscita di scuola. E invece siamo tutti così presi dalle nostre inutili corse ... Ma come dici tu, tutto passa.

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    1. è vero siamo sempre di corsa, con tutto, coi nostri figli, con le amicizie e con la vita, la città aiuta molto in questo, i ritmi della campagna sono più consoni alla lentezza, anche se mia madre dice che non è più come una volta, a volte basta davvero poco però, un pò di buona volontà e un sorriso, da poco ho sorriso alla mia vicina e il mondo mi sembra leggermente più colorato ;)
      io vivo in modo abbastanza passionale tutte le emozioni e le sensazioni, diciamo certe cose in maniera amplificata, però le lascio andare, sempre, così non possono fare male più di tanto e conservo solo quello che serve

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"