"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

mercoledì 4 luglio 2012

Primi amori

Un post di erounbravamamma oggi mi ha fatto tornare in mente il mio "primo amore", se così possiamo definirlo, anche perchè all'età di 7 anni non credo si possa realmente parlare di amore come lo intendiamo nell'adolescenza e nella maturità, però potrei definirlo "primo amore".
Non ricordo esattamente se e come lui mi piacesse, però ricordo questa scena:
io e lui, R., in classe, seconda elementare, seduti nelle nostre sedie coi banchi davanti e tutti gli altri bambini davanti a noi (immaginatevi tipo conferenza stampa dove ci sono quelli che parlano dietro un bancone e i giornalisti davanti, ecco più o meno così), noi che ci baciamo sulla bocca, dopo vari baci si avvicina una bambina e mi dice "ma davvero vi state baciando? e com'è?"
e io "si ci siamo baciati, ma tanto non mi è piaciuto e non lo voglio più".

Le parole che pronunciai  furono più o meno queste.
Dire che ero una bambina già molto decisa e con le idee chiare in fatto di amore all'epoca forse è dire troppo, però ho sempre avuto questo atteggiamento, non ho mai baciato qualcuno che non mi piacesse solo per "provare", come invece facevano le mie coetanee, e se dopo averlo baciato non mi piaceva "grazie e arrivederci", oppure "non mi piaci" poche scuse, giri di parole e nessun ripensamento.
Non sono mai stata una che godeva nell'avere corteggiatori, che ci volete fà, forse non sono femmina (come dice il mio Lui, che tenero eh?), però non ho mai sopportato i mosconi, quelli che ti ronzano intorno solo perchè gli fai gli occhi dolci, oppure perchè sei carina, oppure perchè l'attizzi, ma che poi ti si attaccano e non ti si staccano più.
Sarà che sono sempre stata "allergica" a tipi del genere, e in giro vedevo solo quel tipo di ragazzo, poco propensa a regalare la mia libertà (parlo di libertà non di verginità) così al primo che passa, la mia libertà vale più di qualsiasi altra cosa.
Ho sempre voluto essere libera di pensare come mi pareva, con la mia testa, di vestirmi come mi pareva, di andare dove e con chi mi pareva.
Vedevo certe mie amiche, in adolescenza, che non si vestivano di bianco perchè il ragazzo non voleva perchè diceva che gli altri ragazzi le guardavano, embè dicevo io, questo tizio con me non avrebbe retto due minuti.
Che poi tra l'altro non mi si avvicinavano nemmeno i tizi del genere.
Ho una specie di radar che li individua da lontano e attiva un sensore di allontanamento :D
Gelosie, attaccamenti morbosi via, shoh.
Avevo paura anche solo a vederli da lontano.
Si, perchè alla fine di paura si tratta.
Paura di perdere la mia libertà, di immischiarmi in un rapporto morboso o geloso o anche solo possessivo, in nome di una cotta passeggera di lui e di una (breve) soddisfazione del mio ego femminile.
Volevo e voglio troppo bene a me stessa per farlo.
Avere un tipo di radar così credo sia una gran fortuna, che purtroppo molte donne, ma anche molti uomini non hanno.
Dico purtroppo perchè poi ci si ritrova immischiati in un rapporto che alla lunga non ci sta bene e magari non riusciamo a uscirne o ne usciamo solo dopo anni e n. figli dopo.
Riuscire a capire con esattezza che quel tipo di persona non fa per noi non è semplice, e io non sarei in grado di dire il perchè, lo sento e basta, è una sensazione che sento a pelle, per istinto
Sarà l'istinto di sopravvivenza? Non lo so.
So solo che un post di lucy di questi giorni scorsi mi ha fatto capire benissimo che ho sempre guardato bene in faccia la realtà, per lo meno quando si trattava d'amore.
Anche quando ero io ad innamorarmi follemente dello stronzo di turno che non ne voleva sapere di me, ecco anche allora il mio istinto di sopravvivenza mi diceva che c'era qualcosa che non andava e dopo un pò smettevo di andargli dietro.
Poi è arrivato Lui, che a detta di tutti (le mie cosiddette amiche dell'epoca) era molto stronzo, solo perchè aveva il coraggio di dire in faccia alle persone quello che pensava senza preoccuparsi tanto delle conseguenze, che tra l'altro diceva le cose in maniera scherzosa e mai offensiva, con una punta di verità, ironia e sarcasmo che lasciava gli altri senza parole se non erano in grado di ribattere a tono, cosa che a lui piaceva tantissimo perchè poi poteva ribattere a sua volta.
In particolare ricordo la seconda sera che uscimmo insieme con gli amici, Lui fece una battuta sarcastica sul ragazzo di una mia amica, lei si incavolò a morte e solo dopo ben 4 anni e il nostro matrimonio lo perdonò dicendomi "ma sai che è proprio un bravo ragazzo!" ecco lei non mi conosceva affatto.
Tra l'altro era una di quelle che non riusciva a separarsi dal ragazzo nonostante non andassero d'accordo, litigassero continuamente, ma stavano anche progettando di sposarsi, e io e un'altra amica, che la pensava come me, continuassimo a ripeterle "ma perchè state insieme se non andate d'accordo, se lui è geloso e a te non piace?", dopo anni è riuscita a mollarlo ma ne ha trovato subito un altro uguale uguale al primo, forse anche peggio, tant'è che come amica l'abbiamo pure persa.
Ho sbattuto per anni la testa per fare in modo che capisse che non valeva la pena di stare con uno che la maltrattava, seppur psicologicamente, o la faceva stare male, purtroppo non ha mai capito e credo che non capirà mai, purtroppo ripete sempre lo stesso copione, o lo stesso gioco (in analisi transazionale) e non capisce che quel gioco fa male a se stessa, inoltre non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire (non sono una psicologa quindi questo tipo di analisi è puramente tratta da elucubrazioni personali).
E vabbè non posso salvare il mondo, me ne faccio una ragione.
Spero solo di riuscire ad amare abbastanza i miei figli da insegnargli l'amor proprio e il rispetto per se stessi, perchè a mio parere nasce tutto da li, da come siamo noi genitori, da come ci comportiamo con loro, da come sappiamo accoglierli ma anche guidarli verso l'autonomia, il rispetto e l'amore verso se stessi.
Dal dialogo che instauriamo con loro e dalla fiducia che riusciamo a dargli.
Come diceva una mia amica l'altro giorno, una delle uniche che mi ha aiutato seriamente, quando è nato Deddè, a capire che ero diventata una mamma, seppur a distanza: "se vogliamo che i nostri figli adolescenti abbiano un buon dialogo con noi dobbiamo seguirli in ogni fase della loro vita fin da piccoli, non possiamo pretendere di parcheggiarli da qualche parte per 8 ore al giorno e poi attendere che crescano senza sporcarci le mani come genitori, seguendoli, stancandoci, amandoli, arrabbiandoci, e pretendere poi che da adolescenti ci raccontino come va la loro vita".






6 commenti :

  1. Grazie per la citazione Stars :) proprio vero che si assomigliano, i nostri lui. Anche io ho sempre avuto quel sesto senso, sai? Che gia' a 13 anni era il non cedere alle lusinghe del bello e sciupafemmine di turno sapendo che avrebbe potuto farmi male al cuoricino.

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    1. Quel post mi aveva colpito tantissimo Lucy, eheh anche a me quel sesto senso mi ha aiutato un sacco di volte :)
      sui nostri lui, che ti avevo detto?

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  2. Giusto. Commento solo l'ultima riflessione. Il tempo e' qualita', quando e' anche quantita'.
    Antonella

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    1. Hai proprio ragione Anto, anche se è dura lavorare da casa e fare la mamma, a lungo andare ti godi i tuoi figli e hai grandi soddisfazioni dal punto di vista affettivo ;)

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  3. È vero che parte tutto da lì. Dall'amore e dal rispetto prima di tutto per sé stessi. Speriamo di riuscire a trasmetterlo ai nostri figli.

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"