"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

sabato 14 luglio 2012

Resistenza e pazienza

Cerco di resistere.
Manca poco ormai.
Un mese e mezzo e sarò fuori.
E non m'importa di cosa sarà dopo.
Ma è dura.
E' dura resistere e non rispondere.
Lui (il capo) si è assolto da solo.
Si è fatto il processo e si è dato l'assoluzione.
"Ho fatto tutto il possibile, tutto quello che potevo fare, ti ho aiutato in tutti i modi, vero?"
"Certo", come no, lo rassicuro.
E' una guerra persa in partenza, meglio non combatterla, non servirebbe a niente, meglio lasciare il campo e lasciarlo nella sua beata ignoranza, lui il grande uomo, che si comporta da bambino.

"Tra l'altro te ne sei andata tu"
"Veramente ero già fuori"
Non risponde, non sa rispondere.
Si era fatto un'idea sbagliata, di me, delle mie aspettative, dei miei bisogni e delle mie certezze.
Per lui il suo "sogno" era il mio sogno.
Per lui sarei dovuta passare con nonchalance sul cadavere dei miei figli e della mia famiglia.
Per l'ambizione che non ho, per un sogno che non ho mai avuto.
L'unica cosa che volevo e speravo era imparare qualcosa da lui, credendo alle sue false promesse.
Come ho detto a un'amica tempo fa "la carriera presuppone, negativamente, che tu rinunci in parte a te stessa, alla tua famiglia, ai tuoi affetti. Preferisco di gran lunga una vita semplice, da "mediano" come la intende lei, non vorrei rinunciare ai miei figli e a mio marito per la carriera. Avere un lavoro dignitoso dopo avere studiato tanto si, ma rinunciare a loro per inseguire un'ambizione che non porta da nessuna parte no!"
Invece il suo "prezioso" consiglio è stato:
"Io quando mi stavo preparando per un concorso ho detto a mia moglie: non voglio sentire lagne da parte dei bambini" O_o, e dovrei anche considerarlo oro colato!
Certe volte vorrei avere il martello di Kaori, per tirarglielo in testa
così, in maniera definitiva:

Jpg presa dal web
Sai che liberazione. Fisica, psicologica.
Ieri riflettevo sul fatto che 6 anni fa, quando iniziai a lavorare con lui, non vidi niente di tutto quello che vedo adesso, eppure era li davanti ai miei occhi.
Forse ha ragione Lui (il marito) quando dice che ora sto aprendo gli occhi.
Caspita che lenta che sono!
Ci ho messo ben 6 anni!
Ho sbagliato, non è così duro ammetterlo, ma è liberatorio.
Capire che le promesse erano solo da marinaio, che anche ora continua a farle.
"Eh se avessi continuato con me, quanto avresti imparato!!! Eh quanto ci saremmo divertiti!"
Certo, eh si infatti in 6 anni, tutte le volte che gli ho chiesto di aiutarmi, di insegnarmi, lui non c'era mai, aveva sempre altro da fare, quando ci ritrovavamo per lavorare, lui casualmente aveva impegni dell'ultimo minuto, quando doveva accompagnarmi alle riunioni importanti si defilava con scuse poco convincenti come l'ultima di ieri:
"Ehm non posso... sai mia madre, la operano eh, dai vai tu".
Chissà perchè non gli credo, sarà perchè sembra Deddè quando si inventa le scuse del mal di pancia per non andare a scuola, oppure le altre mille scuse per far fare le cose a noi.
Crede di essere bravo a manipolare gli altri, lui, non Deddè.
Ma in questi mesi l'ho osservato, ho visto come si comporta con gli altri, non solo con me.
Ora è come se vedessi come in quel film "Amore a prima svista".

Ho imparato che può essere subdolo e ambiguo.
Fa promesse che poi difficilmente riesce a mantenere se non facendo i salti mortali e facendosi venire l'ulcera.

Esempio 1: 
ha invitato un suo amico a partecipare al convegno che stiamo organizzando.
Questo suo amico non è ben visto (per le sue teorie o non so perchè?) da quelli che gli han chiesto di organizzare il convegno, ma lui lo ha invitato lo stesso, però non può farlo passare come se fosse invitato, allora si è dovuto inventare una formula per farlo partecipare al convegno senza che passi, agli occhi degli altri, per invitato.
Il suo amico è convinto (da lui ovviamente) che è un invitato e quindi ha previsto di fare un intervento in cui partecipino più persone possibili, e quando arriverà ovviamente (a mio parere) non potrà fare a meno di dire, agli altri partecipanti, di essere stato invitato.
E a lui questa possibilità non era balenata in mente! Quando gliel'ho fatto presente mi ha guardato come se fossi un'aliena! O_o
E poi dice che ha dovuto fare i salti mortali per poterlo far partecipare in quel modo, e tra l'altro cerca di usare il meccanismo della svalutazione dicendomi che l'amico in questione è un vanesio :( (solo perchè ha voluto la foto come gli altri!!)
Inoltre ha la memoria corta, e dimentica che ho avuto modo di vedere lo scambio di mail tra lui e il suo amico, e che lui (il capo) non è propriamente un santo come pensa di farmi credere!

Esempio 2:
ha promesso a varie persone che avrebbe affidato il lavoro a loro, salvo poi ritirare tutto e affidare il lavoro ad altri. 
Questa è una delle cose che mi fa arrabbiare più di tutte! Perchè poi la figura de mmmm ce la facciamo tutti, o io in particolare, dipende da chi deve comunicare la decisione al malcapitato.

Più vado avanti e più sono stra-convinta di dovermi "liberare" da questa relazione, che è una vera e propria toxic relation!
Però lo ammetto divertirmi mi diverto.
Le stronzate che riesce a tirare fuori valgono un pò di incax, per adesso.

Esempio 1:
Abbiamo problemi nel mettere insieme tutte le persone durante una sessione del convegno per cui saremo costretti a metterli in posti separati e fare una videoconferenza.
Gli faccio presente che se qualcuno vuole fare delle domande bisognerà predisporre in modo che si possano fare senza doversi spostare.
Risposta: "Ma chi le fa le domande? In fondo è una lezione sui loro lavori, chi vuoi che faccia le domande? Non ne faranno!" O_o 
no perchè se io vado a un convegno voglio poter fare delle domande anche se conosco benissimo l'argomento.

Esempio 2:
Abbiamo una stanza in cui ci stanno poche sedie, dipende dal tipo di sedia.
Lui propone di mettere delle sedie di tipo standard per avere più spazio, e non quelle con il tavolino per scrivere, "tanto chi vuoi che prenda appunti?!" O_O

Ci vuole taaaanta pazienza! O come dico ai miei figli Saaaaanta Pazienza!!
E come ha detto una mia collega l'altro giorno "sai che con lui hai davvero tanta pazienza" oh ma vi assicuro che si sta esaurendo ogni giorno che passa!

10 commenti :

  1. Oh beh. Almeno l'aspetto positivo e' che te lo toglierai di torno. A volte e' vero, gli occhi si aprono tardi, ma come dici tu quella consapevolezza e' liberatoria.

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    1. Beh si, e sto contando i giorni!! ;)

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  2. Vedo che questo è un periodaccio per tanti sul lavoro, è davvero brutto arrivare a dubitare di tutto ciò in cui si è creduto. Comunque hai ragione, non si può sacrificare la propria vita perché non tornerebbe mai più indietro. Spero che la tua "liberazione" sia il più indolore possibile.

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    1. Si è un brutto periodaccio per tutti, per quanto mi riguarda non vedo l'ora di liberarmi di questo peso per cui credo che la liberazione sarà quantomeno felice!

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  3. Come dice sempre tua suocera:"non siamo con il cu#o per terra, di fame non moriremo", la salute, quella mentale viene prima di tutto.
    Fai come meglio ritieni! Io personalmente come ti dissi anni fa, ce lo avrei mandato tanto tanto tempo fa ^_^
    Krastor

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    1. Eh eh, ma se non avessi fatto l'esperienza non saprei un sacco di cose in più ora, nè su di me nè sulle persone di quel tipo, per cui devo dire che è servita ;)

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  4. Il lavoro e' una parte importante della nostra vita, ma dobbiamo essere abili a non farci assorbire totalmente, a non farci schiacciare e mai perdere di vista cosa e' piu' importante per noi. Chiarito questo, ogni scelta, anche se dolorosa all'inizio, sara' una liberazione e un sollievo e ti fara' guardare avanti positivamente e con il sorriso.
    Un abbraccio
    A

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    1. Hai ragione Anto, il lavoro è una parte molto importante della nostra vita, soprattutto di chi è sempre stato abituato a fare qualcosa.
      Diciamo che quando hai i figli, se hai pure il lavoro e questo non è esattamente gratificante o edificante, e nel mio caso vicino, beh allora la scelta diventa una sola!!
      Grazie :)

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  5. uuuuuuuu mi pare di capire che siamo tutti nella solita barca: auguro a te ( e anche a me e a tutti) di trovare il "loro" lavoro, quello giusto che ti serva a farti sentire una persona e non una cosa!ILE

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    1. ehhhh mi sa di si :( tutti sulla stessa barca, anche se io non vedo l'ora di scendere, mi son stufata!! Grazie :)

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"