"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

martedì 16 ottobre 2012

Brucia

Ero alle elementari e c'era questa bambina che aveva un modo di fare odioso. Credeva di essere bellissima, di essere migliore degli altri, vestiva firmato e aveva un atteggiamento di superioritá e altezzosità che mi faceva rabbrividire. Era invidiosa di quello che avevano gli altri e cercava in tutti i modi di portarti via le amiche. Era solita prendere in giro me e le mie sorelle (con mio fratello non ci provava, dato che era più grande e decisamente più forte) per stupidi motivi che non ricordo, e un paio di volte credo di avergliele date. Questa cosa mi faceva stare male, mi chiedevo perché ce l'avesse tanto con noi, perché rompesse così tanto, avrei davvero voluto ribattere a quello che diceva, che ora non ricordo, e mi lamentavo con mio padre, il quale mi dette un consiglio: lasciala perdere, quando c'è l'hai di fronte e ti dice queste cose fai finta che non ci sia, o peggio ancora che sia come un sasso o una merda da schivare.

Mi portai dietro questo atteggiamento per anni, ce l'ho ancora, però la rimozione di quell'emozione, la sua negazione, bruciano dentro come una fiamma. La rabbia che certi atteggiamenti scatenano in me rimane latente finché non esplode.
Non so se mio padre adottò la strategia migliore dotandomi di quell'arma, forse aveva visto che non valeva combattere quel tipo di guerra, in fondo il saggio sa quale guerra combattere, anche se io proprio saggia non lo ero, e col senno di poi e osservando mio figlio mi rendo conto che è stata forse una strategia utile nel momento ma deleteria lungo andare. In fondo essere così passionali può essere disturbante per chi non lo è, per chi è razionale o pacato o semplicemente si è dimenticato di essere stato bambino o forse non lo è mai stato, e non capisce che anche osservare degli uccelli in cielo o un albero in fiore può scatenarti dentro una gioia indescrivibile. Le emozioni così forti e soprattutto il modo di dimostrarle in maniera così forte e chiara sono disturbanti, non chiedetemi perché però quando fin da piccolo Deddè dimostrava felicità con quel suo modo di sbattere le braccia, oppure disgusto e voglia di non essere toccato urlando e dimenandosi, l'unica che riusciva a capire perché facesse così e a non forzarlo in fondo ero io, perché molti mi chiedevano il perché di certi atteggiamenti, il perché urlasse così o non volesse essere baciato o preso in braccio da chiunque.

Dicevo forse è stata deleteria perché questa strategia comporta che la rabbia che ti scatena un atteggiamento scorretto o un comportamento che ritieni disturbante te la tieni dentro e la mangi piano piano.

Questa rabbia non è più solo verso l'autore del soppruso o della molestia, ma è anche verso di te, sei arrabbiata con te stessa perchè non sei riuscita a difenderti. La rabbia si rivolta contro di te non sapendo con chi prendersela e non potendo prendersela col diretto interessato.

Rabbia perché non sono riuscita a difendermi, a rispondere a tono e a farmi rispettare, e ovviamente mi sento un po' cretina e penso che sono io ad aver permesso un certo tipo di comportamento. Se poi un atteggiamento che non mi piace è rivolto verso i miei figli è anche peggio, mi sento impotente e in certi casi estremi, se chi si comporta in un certo modo che non mi piace assume un ruolo che non gli compete, la cosa mi manda estremamente in bestia.

È difficile cambiare se stessi, dopo che per tanti anni hai vissuto con un io sicuro e affidabile, socialmente accettabile perché apparentemente remissivo e pacifico. Ma questo io non mi piace più, mi sta un po' stretto, se le emozioni cosiddette negative, come la rabbia le posso esprimere solo in contesti controllati che senso ha se poi non mi libera? In fondo vorrei che gli altri fossero tutti come me e ingenuamente penso che se io mi faccio i fatti miei e non intervengo nella vita altrui, nel volerne regolare dall'alto il modo di fare, anche gli altri faranno così con me, purtroppo però mi accorgo che la realtà è un'altra e che ora non sono più sola, anche se ho un valido alleato affianco, devo cercare di cambiare, lo devo a loro, per il loro bene, perché non ci sia più nessuno che possa dirgli "ma non te le insegnano le regole a scuola?" e a testa alta possa dirgli "le regole me le insegna mamma grazie non c'è bisogno che me le insegni tu!".



14 commenti :

  1. Come si diceva nell'altro post bisogna assolutamente sempre ascoltare le emozioni (proprie come dei figli), perchè se tarpate o inascoltate fanno danni, come hai scritto tu.

    La rabbia può diventare alleata preziosa, l'ho scoperto ad un corso che ho seguito che parlava proprio di sntimenti e come lasciare che ci comunichino cose importantissime.

    Se vuoi c'è un libro che introduce a questo concetto, il secondo di questo post
    http://ilmondodici.blogspot.it/2011/05/libri-di-svolta-le-parole-sono-finestre.html
    ma ti direi che tutti ti possono dare spunti interessanti (dai un occhio ai link nel post per farti un'idea) li ho messi insieme perchè introducono da punti di vista diversi.

    Ciao!

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    1. Grazie Ci, i tuoi post sono bellissimi spunti di riflessione e di lettura, questo libro sembra interessante e lo leggerò volentieri. E' proprio vero la rabbia può diventare un'alleata preziosa, io devo ancora imparare a canalizzarla e sfruttarla al meglio per non farmi male, e dovrò insegnarlo a mio figlio!

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  2. Canalizzare la rabbia, renderla positiva è mestiere per grandi e esercizio di vita. Non si impara mai ad essere del tutto tolleranti e pacifici. Sicuramente si può lavorare su ses tessi e farsi aiutare da uno specialista, ma comunque, credo che sia positivo avere emozionio, sentire, arrabbiarsi per le ingiustizie in un mondo dove si giustifica tutto, anche le cose brutte.
    Io ucciderei per difendere , chi amo, nonostante anni di analisi!
    Raffaella

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    1. Anch'io credo che le emozioni siano tutte positive, ci fanno sentire vivi, rabbia, paura, felicità, dolore, se non le provassimo non saremmo umani, e mi fanno un pò pensare quelli che non riescono ad esprimere le proprie emozioni oppure che se le tengono dentro. Io in genere la rabbia la sfogo parlando e rompendo le scatole alle mie amiche :P che mi sopportano con calma, poi una volta elaborata e sfogata non fa più male, anche se d'ora in più ho deciso di non tenermela più dentro e cercare di sfogarla nel qui e ora e non a posteriori.

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  3. Cavolo, anch'io avevo una compagna così, alle elementari. Però io le prendevo sempre.

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    1. Io non gliele ho mai tirate di mia iniziativa rispondevo sempre alle sue :( ero abituata con mio fratello :P per cui sapevo bene come difendermi anche se credo di averlo fatto solo 2 volte in vita mia

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  4. Be', no, lei aveva organizzato un gruppo di compagni e mi menavano tutti insieme! Ancora oggi quando la vedo mi vien voglia di strozzarla.

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    1. Arghhhh :( una vera e propria bulletta

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  5. uuuff ma quanti post mi sono persa :( mi dispiace, ora ho rimediato.
    Proprio vero quello che dici. E' che l'espressione delle emozioni si impara, tu eri una bimba e ti sei fidata di tuo papa' che, come scrivi, magari aveva un'indole diversa e per lui funzionava il "lascia correre", ma e' vero, non e' una regola universale. Belle riflessioni, Stars. Ti abbraccio.

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    1. E' vero l'espressione delle emozioni si impara, come si imparano i nomi delle cose. Molto spesso mi chiedo se faccio bene con Deddè ad avere certi atteggiamenti di fronte alla sua rabbia, certe volte la lascio sfogare ma molto spesso mi arrabbio a mia volta perchè urla e sbraita e questo mi irrita, anche se vorrei che imparasse a gestirla meglio non posso insegnarglielo proprio perchè io non so farlo. Sto cercando di rimediare ma è davvero dura! Lui (il marito) riesce a gestire meglio la sua e meno male che c'è lui così almeno Deddè ha due punti di vista diversi anche se credo che quando sarà più grande sceglierà da solo quale adottare ed essendo impulsivo come me non so davvero come sarà, è una bella sfida! ;)

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  6. Si, imparera' da entrambi. Per l'irritazione che ti danno le reazioni di Dedde' lo so che hai gli strumenti per rifletterci un po' su, ma insomma, sembra un po' una storia transgenerazionale :) Ti abbraccio bella mia.

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    1. Eh eh credo di si, vedo molto di me in lui, il prendere di petto quasi tutto, l'entusiasmarsi e infiammarsi, la passione per la vita, quindi credo che la reazione così forte alla rabbia faccia parte del "set" essendo forti anche le reazioni anche a tutto il resto, è come se scorressero sulla pelle e ci facessero sentire vivi, lui a volte è come elettrizzato dalla felicità ed è bellissimo :)

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  7. mi sono letta con gusto questa storiella.....pensa che il mondo è pieno di ste fetenti....al mio asilo erano tutte bionde con tendenza barbiesca e si chiamavano tutte cristine mentre io nera e coi capelli corti mi sentivo un outsider.....poi si cresce e le cristine son diventate delle cabbage patch.....

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    1. ma cabbage patch le bambole? :D
      io non sopporto i presuntuosi e i prepotenti, la mia tendenza è sempre quella di stargli lontana, purtroppo certe volte non posso evitare allora ammutolisco quando invece vorrei rispondergli per le rime, poi a posteriori ci penso e mi incavolo ancor di più! Spero un giorno di imparare a rispondere a tono oppure riuscire a passare oltre senza farmi male, senza rabbia.

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"