"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

lunedì 22 ottobre 2012

"Eh ma i tuoi mangiano"

Deddè mangiava i suoi piedini saporiti
E' una frase che mi sento dire molto spesso, unita a quella "Tu non puoi capire sei mamma di bambini che mangiano".
Potete facilmente immaginare da chi mi viene rivolta.

Educare a mangiare, questo è il tema del mese di genitoricrescono.
E' da un pò che rifletto su questo argomento, diciamo da quando Deddè aveva 6 mesi circa e io mi approcciavo al suo svezzamento.

I miei due, come attestato dalla frase sopra, non hanno mai avuto problemi col mangiare.
Deddè a inizio svezzamento mangiava qualsiasi cosa mi dicesse di preparargli la pediatra, farina di riso, tapioca, mais, semolino, col classico brodo fatto rigorosamente di verdure di stagione ma senza unire le verdure al preparato.

"No la patata non la deve mettere signora, e nemmeno la zucchina che non è di stagione", "e cosa gli metto?" pensavo io e poi facevo di testa mia mettendo zucchine e patata, tanto insomma sempre di sbobba si trattava e quello mangiava tutto quello che gli mettevo in bocca, "Purchè si mangi" era il suo motto e "la fame nel mondo" il suo nomignolo.
Non avevo problemi, ero la mamma felice di un bambino che mangiava felice.
Il figlio di una mia amica invece non mangiava, non apriva bocca per nessuna ragione, a parte il latte.
Inoltre c'era qualcuno che mi chiedeva se già facessi assaggiare al bimbo quello che mangiavamo noi.
Li iniziai a pensare che forse esisteva un altro modo di fare svezzamento e per caso incontrai Piermarini (il libro ovviamente), questo coincise con un viaggio e coll'impossibilità di seguire gli orari dei pasti di Deddè.
Dal momento che fu seduto a tavola con noi e poté assaggiare quei meravigliosi piatti fatti di carne saporita, di pasta fumante e contorni deliziosi (mangiava persino il cavolfiore), le pappine finirono dritte nella spazzatura o in pasto ai gatti di mia madre, così come quei deliziosi omogeneizzati al pesce che lui odiava, mia madre racconta che pure i gatti li rifiutarono O_o
Caia passò solo un giorno per la fase pappine, assaggiò, trovò la cosa alquanto deprimente e non molto saporita e si avventò sulla pasta preparata per noi come un lupo famelico.
Quando ci guardava dal suo seggiolone aveva addirittura la bava colante tanta era la sua acquolina.
Non provai nemmeno una volta a seguire i fantastici consigli di chi mi stava attorno e pensava che avessi dovuto prepararle "la pappa adeguata alla sua età" oppure "la pappa che ti ha consigliato il pediatra" oppure "anche la mia vuole mangiare quello che mangiamo noi ma io non le do niente! mangia la sua pappa, anche se piange e non la vuole, deve imparare che deve mangiare quello".
La prima pietanza assaggiata da Caia dopo una settimana di prove (fallite) di svezzamento classico fu la polenta fatta col sugo di carne e salsiccia, una cosa buonissima preparata da mia madre che a volte d'inverno sogno di mangiare qui.
"Signora come va con lo svezzamento? Sua figlia mangia le pappe? Ora può inserire la farina di mais", "Già fatto... le è piaciuta un sacco..."
Educare a mangiare si può?
Per me si, basta seguire l'istinto del bambino, non forzarlo, non cercare di fargli mangiare forzatamente cose che non gli piacciono, rispettare i suoi gusti e i suoi tempi.
Non possiamo essere noi a decidere quanto deve mangiare, e quando è sazio oppure no, è lui che ce lo fa capire. Se si osserva un neonato si capisce bene quando non ha più fame, dal neonato al bambino che viene svezzato il passo è breve, è sempre lo stesso bambino, sa quando è sazio e sa quando smettere di mangiare. Non possiamo pretendere di sapere quanta roba ci starà nel suo pancino e se gli piacerà di più un primo piuttosto che un secondo o una frutta.
Ricordo che Deddè se stava mangiando il primo e vedeva il secondo mollava il primo per avere il secondo anche se non lo aveva terminato, e Caia in certi periodi dell'anno mangiava solo frutta e pane, e io glielo lasciavo fare.
Sono del parere che a tavola certe regole non servano, tipo quella del terminare tutto quello che si ha nel piatto, quella che non ci si può sporcare oppure quella di tenere a tavola con noi bambini piccoli che ovviamente finiscono di mangiare prima di noi adulti e vogliono andare a giocare (ci sarà tempo per insegnargli il galateo!).
Le uniche regole che esistono sono: il cibo è sacro, non si butta, se non piace si lascia nel piatto e si mangia quello che è stato preparato, se non piace si lascia nel piatto ma non preparo cose diverse a meno che non sappia già in anticipo che quella cosa non piace (tipo Caia non adora la carne allora le do del formaggio oppure qualcos'altro).
I due non hanno mai sputato niente, assaggiano, se non gli piace lo dicono e non ne prendono altro.
Rispetto, questa secondo me è la parola chiave quando si svezza e quando si educa al mangiare.
Rispetto per chi prepara il cibo, del cibo e di chi lo mangia.
C'è una frase che mi ha colpito nell'articolo di genitoricresco, è quella che si riferisce al fatto che mangiare sia un fatto culturale.
Riflettevo su questo punto e sul come possano esserci tanti bambini nel nostro ricco occidente che non mangiano, bambini che rifiutano il cibo, e mamme "fortunate" i cui figli mangiano.
La fame che è uno degli istinti primordiali più forti e più tenaci quando sono piccoli, tant'è che se un neonato ha fame difficilmente accetterà qualcos'altro in cambio, o per lo meno per mia esperienza personale i miei non accettavano niente (ciuccio, coccole o altro) e crescendo si mantiene tale, tant'è che i miei ancora li chiamo "la fame nel mondo", ma non è che siano dei cicciobomba intendiamoci, sono dei normali bambini a cui viene fame! Istinto di sopravvivenza.

Certo crescendo arrivano i "gusti", ci sono cose che non piacciono e altre che piacciono di più, ci sono giorni in cui mangiano di più e giorni in cui mangiano di meno.
Ma se penso che sono come noi, che sentono lo stimolo della fame, che sanno quando sono sazi allora mi sembra strana l'affermazione "ma i tuoi mangiano!!" per me è normale, perchè fa parte della natura, non riesco a immaginarmi un bimbo che non ha fame e che non mangia nemmeno per sopravvivere.

Penso alla mia educazione, al fatto che i miei genitori siano cresciuti nel dopoguerra, dove c'era si da mangiare ma non era in abbondanza e si ringraziava per quello che c'era.
Credo che aver avuto una madre che pensava a queste cose e ci diceva che dovevamo ringraziare tutti i giorni di quello che avevamo perchè c'erano bambini che non ne avevano, mi abbia un pò segnato e insegnato il valore del cibo come essenza di sopravvivenza, mangio per vivere.
Mangerei davvero di tutto per nutrirmi, tranne cose vive tipo vermi o simili.
Spero davvero di insegnare questo ai miei figli, e credo che un pò di risultati si vedano quando tuo figlio ti chiede il minestrone per cena e se lo sbrani tutto soddisfatto!
E son soddisfazioni ;)

Questo post partecipa al blogstorming di genitoricrescono. 


20 commenti :

  1. Mi piace tanto il tuo post, Stars, e condivido il tuo punto di vista. Anche se scopriro' tutto questo solo tra qualche mese, credo tu abbia ragione e spero di poter educare mia figlia esattamente allo stesso modo, cosi' come ha fatto anche mia sorella con i suoi bimbi che infatti mangiano praticamente tutto. Non credo infatti sia questione di "fortuna" o di indole. Secondo me e' come dici tu, se i bimbi si assecondano nei tempi e nei gusti li si apre ad un mondo di sapori e di possibilita'. Ripeto, potrei sbagliarmi ma questa e' la mia opinione da profana. E volevo chiederti, secondo te c'e' una relazione con quello che la mamma mangia in gravidanza?

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    1. Non credo nemmeno io che sia questione di fortuna o di indole, forse i gusti possono essere assimilabili "all'idole", credo che prima di tutto valga il rispetto dei tempi, dei gusti e del bambino in generale, non credo davvero ai bimbi non interessati al cibo (come sento da certe mamme che mi dicono che i loro figli non mangiano perchè non gli interessa) per lo meno avendo avuto due esperienze ti posso dire che a mio parere quel che conta è l'approccio, che deve essere sempre amorevole, mai forzante o restrittivo. Il libro di Piermarini mi ha davvero aperto gli occhi ma ho seguito anche l'istinto dei miei figli. Anche io sono una profana nel senso che non studio teorie ma solo i miei figli e sono sicura che anche tu riuscirai a studiare tua figlia e capire cosa vuole e cosa no anche i primi tempi dello svezzamento. Per quel che riguarda quello che la mamma mangia in gravidanza ti dirò che a mio parere non c'è nessuna relazione, io per esempio quando aspettavo Deddè odiavo il pesce ma lui non lo rifiutò in svezzamento, tranne omogeneizzato, stessa cosa vale per Caia. L'unica cosa che cambiano sono i tuoi gusti (questo è successo per me) da quando ho avuto Caia non sopporto i cibi scialbi, privi di sapore, insipidi, mi piacciono le cose saporite, credo c'entrino gli ormoni, come quando ebbi Deddè non sopportavo gli odori forti e sentivo gli odori in Scandinavia (per dirti che sentivo tutto).

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    2. Grazie Stars :) avevo notato che mamme che mangiano due cose in croce in gravidanza (per non parlare di prima) poi hanno figli che fanno storie per mangiare, ma a questo punto diciamo che gli trasmettono piu' che altro un'esperienza emotiva... Mettiamola cosi' :)

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    3. Forse concordo sull'esperienza emotiva, io sono sempre stata una buona forchetta, anche quando ero più magra (prima dei figli pesavo intorno ai 48/50 kg, ora ne ho 7 in più) mangiavo di tutto e con gusto ;) forse questo li ha aiutati non so

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  2. Molto interessante, io in realtà seguo un altro metodo e mi son trovata bene lo stesso, ma non è questo il punto.
    Credo che i bambini si accorgano del rapporto che c'è tra cibo e genitore, e che copino i genitori anche in questo. Molte persone hanno rapporti conflittuali col cibo e anche solo il fatto che considerino il bambino che non mangia un problema, lo fa diventare realmente un problema. è un vero peccato, perché nutrirsi è uno dei modi più elementari di rapportarsi al mondo.
    In un vecchio libro che mia madre mi ha passato c'era scritto che se si prova ad annotare tutto quello che un bambino mangia durante la settimana, senza forzarlo a mangiare quello che non vuole o a finire quello che ha nel piatto, alla fine soprendentemente ci si troverà per le mani un menù perfettamente equilibrato. La penso così anch'io. E poi per me il cibo è un piacere, vorrei che anche per i bambini fosse così...
    L'unico vero problema che ho è convincere il padre che non importa se il piccolo si alza da tavola. Ha solo due anni dopotutto!

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    1. Concordo anch'io col fatto che il punto cruciale siamo proprio noi genitori, il nostro rapporto col cibo ma anche il nostro approccio allo svezzamento può essere fondamentale, come dici tu se il bambino che mangia poco viene considerato un problema perchè dovrebbe rispondere a degli standard che noi abbiamo nella nostra testa invece che pensare a lui come individuo dotato di capacità di discernimento ecco che allora diventa un problema reale per quel genitore. Io ho un rapporto ottimo col cibo, diciamo che mi piace mangiare, cose sane e anche cose sfiziose, mangio praticamente di tutto, Lui un pò meno, però chi li ha svezzati sono io (come dico sempre a Lui, se li avesse svezzati lui forse non avrei ottenuto gli stessi risultati perchè lui odiava che si sporcassero, oppure che giocassero col cibo, e questo forse avrebbe compromesso lo svezzamento, ma non saprei, non ho fatto la prova, so solo che se erano infastiditi mentre mangiavano, del tipo pulirgli la faccia un sacco di volte, come faceva mia suocera, oppure cercare di mettergli a posto la forchetta, li infastidiva e smettevano di mangiare). Il primo esempio comunque siamo noi, se noi apprezziamo quello che stiamo mangiando anche i nostri figli lo faranno, i miei per esempio molto spesso mi dicono che è buonissimo, anche le cose più semplici come le minestre.

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  3. Anche io ho fatto come te, e ora ho un figlio che mangia quasi tutto, non ama tanto la carne e assolutamente non tollera l'avocado, che io invece metterei in ogni piatto. Ogni tanto mi domando da dove provenga, se gli do la possibilita' di scelta tra caramelle o una frutta, prende la frutta.
    Poi ora che e' grandino lo coinvolgo in cucina, ti consiglio di fare lo stesso quando i tuoi cresceranno.

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    1. Io li coinvolgo già quando preparo la pizza, adorano farla, oppure quando preparo dei dolci con le fruste elettriche, adorano queste cose :)
      Le caramelle le adorano (quelle morbide tipo gelatine) ma credo sia dovuto al fatto che non gliele do praticamente mai per cui quando gliele do le mangiano come se mangiassero chissà quale bontà ;)

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  4. Io invece appartengo a quelle che "seguo fedelmente il pediatra, o comunque sgarro pooco". Le minestrine, levarie farine di riso, mais ecc, intervallate magari da frutta e frullati di stagione. MAI,MAI dato un fruttino confezionato, i miei lo rifiutavano dopo aver mangiato frutta fresca.
    Poi siamo passati alla carne, quella del macellaio nostrano, il coniglio e le uova della signora contadina, lapasta fatta in casa, i ravioli, lelasagne mie o della nonna. Insomma sono cresciuti un po' viziati, ma seppure educati entrambi allo stesso modo, reagiscono al cino in maniera diversa. Il piu' grande, che mangiava tutto senza sporcarsi e sbrodolarsi, adesso e' di gusti piu' che difficili e si accorge pure se cambio olio, non per niente qui a Londra, rifiuta il cibo della scuola e devo fargli il lunch box.:). Il mezzano che mi mangiava pochissime pappe, si sporcava, mi ha fatto immattire, ma era piu' paffutello e non mi preoccupavo, adesso mangia tutto, assaggia, e' curioso e mangia tanto.Vediamo il prossimo anno a scuola...l'ultimo e' ancora in fase allattamento, ma penso che seguiro' le orme del passato. tanto poi ognuno cresce come vuole. L'unica cosa che vale per tutti, e' l'attenzione ai dolci e alle golosita', non mi piace l'ingordigia e il mangiare fuori pasto porcherie di vario tipo. si mangia soprattutto a tavola e si sta seduti, anche in questo si comincia da piccoli.

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    1. Io il pediatra l'ho seguito i primi mesi di svezzamento di Deddè (anche se per certe cose seguivo già il mio istinto e quello del bambino) quando parlo di omogeneizzati parlo di quelli fatti da me, prendevo la frutta e la carne e gliela omogeneizzavo io e Deddè la adorava, Caia no, lei non li amava voleva mangiare la carne fatta a pezzi piccoli, la pasta fatta a pezzi piccolissimi. Deddè quando ha visto quello che mangiavamo noi piuttosto che la sbobba ha decisamente preferito quello, e come dargli torto? Ognuno è diverso infatti lui ci ha messo un pò a scoprire il nostro cibo mentre Caia ci ha messo un giorno a capire che quello era più saporito delle pappine. Comunque si i cibi preparati in casa soprattutto quelli della nonna sono i preferiti ;)
      per quel che riguarda stare seduti a tavola, stanno seduti certo ma non possiamo certo pretendere che se loro mangiano una piccola porzione rispetto alla nostra si faccia stare seduti finchè non finiamo noi, intanto iniziano a farlo e pian piano si abitueranno in fondo hanno solo 2 e 4 anni :)

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  5. toc toc...
    sono passata di qui dopo che da diversi mesi leggo i tuoi commenti sui blog che entrambe frequentiamo...mi ha fatto piacere leggere cotanto buonsenso sullo svezzamento!

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  6. Io l'ho scoperto tardi l'autosvezzamento, ma mi piace molto l'idea.

    Adesso io faccio assaggiare tutto a Thiago anche cibi speziati (non piccanti)
    Gli omogenizzati glieli ho dati il meno possibile (mi sembrava cibo per gatti)

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    1. Io ho adorato da subito l'idea e i bimbi se lasciati liberi di scegliere si sanno regolare. Inoltre l'ho sempre accompagnata al "non muoiono di fame", il loro stomaco è più piccolo del nostro e si sanno regolare, non ho mai saputo quanto mangiassero (a volte mi chiedevano le quantità che mangiavano) l'importante è che loro si sentissero sazi con quello che mangiavano.
      Omogeneizzati nemmeno loro ne hanno mai mangiato tanti, Caia nessuno :)

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  7. Grazie, questo post metterà il cuore in pace a tante mamme!

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    1. :) speriamo! Non vorrei ma lo penso, è inevitabile affidarsi al pediatra di turno e se questo ti consiglia l'alimentazione classica e tu non hai altri riferimenti ti affidi, purtroppo è così :(

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  8. Mi ritrovo moltissimo nelle tue parole, a parte il passaggio con gli omogeneizzati che non ho fatto, ne avevo preso uno al supermercato bio dicendomi che magari poteva servirmi in viaggio, invece poi ho sempre usato lo scaldabiberon per scaldare piccole dosi di pasta o passato di verdura anche in giro. Mangiare tutti insieme cibo sano e vario, fin da subito - chiaramente sminuzzato finchè non ci sono i denti - da un sacco di soddisfazioni. Non ho mai letto Piermarini ma in pratica ho fatto autosvezzamento dopo pochissime settimane di crema di riso (forse due volte, la guardava, l'assaggiava e mi guardava come a dire "mamma sei sicura che sia da mangiare?", obiettivamente insapore...), subito crema di miglio e poi altri cereali (gradimento maggiore ), ma lei AVEVA FAME VERA! e rubava i pezzettini di pane appena la avvicinavamo al tavolo (che tra l'altro servono a "tagliare" quando arrivano i dentini), infatti è stata lei a farci capire che era pronta e curiosissima perchè una volta che le volevo far leccare una mela ci si è avventata sopra e dopo piangeva se gliela toglievo :) Aveva 5 mesi appena e io avrei atteso volentieri fino ai sei prima di iniziare con l'alimentazione complementare, ma i bambini possono esser molto determinati quando devono spiegarti che sono pronti a crescere :)
    "Fame nel mondo" pure qui :) con amiche che dicevano le stesse cose, e pure eSSe chiede il minestrone.
    Poi sì subentrano i gusti quando crescono - e ti chiedi come sia possibile che una cosa che piaceva tanto poi non piaccia più ma poi cambiano ancora...- ma son soddisfazioni, specie quando sei in giro e vedi la tua stessa curiosità di provare un cibo nuovo.

    Provate e non ve ne pentirete :)

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    1. E' vero i bambini sanno essere davvero determinati quando devono spiegarti che sono pronti per qualcosa oppure che non lo sono affatto! Quando parlo di omogeneizzati intendo fatti da me (la carne omogeneizzata Deddè la gradiva, mentre Caia no, lei la preferiva a pezzettini, la frutta la gradivano entrambi) in quanto al pane addentato di nascosto Deddè lo faceva a casa della nonna si prendeva pezzi di pane e li succhiava. La curiosità di provare i cibi nuovi, anche se poi non piacciono è una vera soddisfazione!

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  9. sto per fare un post sullo svezzamento, e ti linkero' sicuramente!

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"