"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

sabato 15 dicembre 2012

Cos'è che mi riempie il cuore

A volte ritornano, fantasmi che non sono ancora andati via completamente e che pensavi di aver sradicato dalla tua vita con un colpo di spazzola.
Si, sono andati via, ma qualcuno pensa che siano ancora li con te o che forse non avresti dovuto lasciarli andare via.
Perchè gli altri hanno sempre da dire sulle tue scelte, che non sono mai quelle che avrebbero fatto loro e si sentono in diritto o in dovere di dirti quello che avrebbero fatto loro.
Che poi tu non pensi affatto di dire qualcosa a loro, interpellato o meno, ciò non conta.
Ma fa bene, fa bene sentire pareri, anche quelli che non ci piacciono, anche quelli che sembrano brutti o ti fanno pensare.
E allora penso, rifletto da due giorni.

Perchè i pensieri sono quelli di una delle mie migliori amiche, l'amica con cui ho condiviso anni all'università, fatica, studio, pensieri, voglia di fare, chiacchiere e risate.
Quella che riesce sempre a farmi vedere il lato diverso delle cose.
Scelte che la vecchia me, d'accordo con lei non avrebbe mai fatto.
Vita di studio da seguire, carriera da percorrere, mai buttarle al vento, perchè sembrano buttati al vento, abbandonati per un'altra strada, poco sicura o difficile e molto coraggiosa per certi versi.
Ma mi accorgo che anche la mia scelta precedente, quella strada sudata, combattuta e poi lasciata, in pochi affianco a me l'avrebbero affrontata, perchè così diversa dallo studio di prima, così difficile da seguire e così piena di nuove sfide da affrontare, lontano dal percorso di studi fatto all'università.
Solo la mia pazzia e voglia di imparare affianco.
Non devo giustificarmi con nessuno, ma sembra quasi che tutti vogliano una spiegazione, o forse è solo un'impressione.
E non sono anni "buttati", esperienza di vita, se non l'avessi affrontato e passato non avrei mai capito che non andava affatto bene, e anche se poteva andare bene per certi versi, per altri assolutamente no, e hanno prevalso tutti gli altri, quelli no.
Nemmeno la "voglia di riscatto", che secondo la mia amica avrei dovuto avere nei confronti del mobbing fattomi dall'ex capo, dentro me suona solo una frase "ma chi se ne frega della musicaaaaaa".
Sinceramente non ho nessun rimpianto, nessun rimorso, ho solo il piacere di aver provato, di aver fatto un'esperienza di vita che in qualche modo mi ha aiutato a capire meglio me stessa, a migliorarmi a crescere e andare avanti.
C'è ancora l'amarezza che poteva essere diverso, ma col tempo sparirà anche quella.
Sembra forse strano da capire, passare 7 anni a studiare, a formarti, a vedere un destino e una vita diversa, legata al tuo studio o comunque al tuo livello di istruzione e poi prendi e "butti" via tutto, è difficile da accettare.
A volte quando sento certi pensieri penso che siano miei, che forse hanno ragione gli altri, anche lei con cui ho condiviso molto.
Buttare al vento anni di studio sudati, costruirti un futuro in un certo mondo, scuola, ufficio, mondo "sicuro" e lasciarli per l'incertezza dell'ignoto.
Non sarei io. Sarebbero le scelte degli altri, la mia vita vissuta dagli altri, con le loro opinioni e le loro scelte fatte per me.
Credo che ci voglia coraggio per fare certe scelte, per seguire se stessi, per affrontare la vita e le conseguenze delle scelte che si fanno, credo di averne un pochino, ed è difficile da spiegare cosa si sente e cosa si prova quando sai che quella cosa che stai facendo è quella giusta per te, è quella che volevi fare da sempre.
Mi ricordo quando il mio ex capo mi faceva certi discorsi prima di decidere di mollarlo: "il tuo sogno, la tua ambizione lavorativa", quando parlava di me in certi termini, e a me in mente scorreva a caratteri cubitali la frase "questa non sono io, questo non è il mio sogno".
Non sono io, non sono i miei sogni, non è la mia vita.
Forse se non fossi diventata mamma e non mi fossi sposata avrei fatto scelte diverse, ma la vita non funziona con i se e con i ma, non potrò mai sapere cosa avrei fatto se quella sera non avessi deciso di sposare Lui.
Sono scelte che si fanno, scegli una strada piuttosto che un'altra, strade simili eppure differenti, ognuna col suo carico, ognuna con le sue sfumature.
Ogni scelta che facciamo comporta delle conseguenze, possiamo scegliere di fare scelte considerate coraggiose oppure camminare per una strada sicura e tracciata.
Sono scelte.
Si possono fare in modo totalmente incosciente guidati solo dalla voglia di vivere, di sperimentare e dalla passione per la vita, più o meno come faccio io :)
Una sola cosa è certa per me, le avrei rifatte tutte, non avrei rinunciato a nessuna, così come non rinuncerò a nessun altra.
In sostanza "perchè alla fine della strada potrò dire che i miei giorni li ho vissuti".
E quando Lui mi chiede "ma tu sei felice?".
Non potrei essere più felice perchè ho tutto ciò che desideravo dalla vita, ho tutto quello che mi serve per la vita, l'amore.
Anche se non ho un lavoro equiparato al mio titolo di studio, anche se il progetto lavorativo che ho non c'entra nulla col mio titolo di studio, anche se quella mia amica non l'avrebbe mai fatto, meglio una strada più facile e in qualche modo sicura, che poi, capisco il fatto che uno debba cercare di realizzarsi per quello che ha studiato ma non capisco perchè gli altri non accettino che uno possa aver voglia di cambiare strada, di sceglierne un'altra solo per il gusto di provare o perchè la si trova più bella e intrigante o anche solo perchè a volte si cambia idea.
Forse se non avessi avuto figli avrei fatto altre scelte, ma non avrei capito molte cose, di me, del lavoro, della vita.
Lei pensa che ci sia tempo per i figli, ha scelto la sua carriera, ha scelto di realizzare qualcosa che sia solo "suo", come dice lei del suo lavoro, e io non riesco mai a spiegarle a parole che l'amore per Lui e i miei figli sono la realizzazione più grande di me stessa, non perchè li ho fatti io, o retoricamente perchè penso che la realizzazione di una donna sia avere dei figli, ma perchè quell'amore, quella meraviglia che sono, non sono nemmeno un tantino equiparabili a tutte le gioie e le soddisfazioni che un lavoro potrà mai darti, anche se ti fanno penare e arrabbiare, e vedere quelle faccine sorprese e felici per un lavoro fatto con le tue mani, vederli saltare felici davanti al cuginetto, sentire quelle risate o vederli dormire, prendermi cura di tutti loro, no niente al mondo può essere meglio di questo perchè è questo che mi riempie il cuore e nessun lavoro al mondo potrà mai farlo.

10 commenti :

  1. ~ Grazie di Cuore ~

    Grazie di cuore di tutto l’amore,
    che in un sol gesto mi hai saputo donare.
    Questo va sicuramente oltre al semplice amare:
    la mia anima hai saputo far volare
    e di gioia il mio essere straripare.
    Quindi grazie di cuore di tutto l’amore, ecc...

    Il resto della poesia lo conosci già: quindi non mi dilungo!
    E se non te la ricordi peggio per te: io non te la riscrivo di sicuro, ed in più non te ne scrivo altre!!!
    Quindi sei AIDS: Avvisata, Informata, Diffidata e Strapazzata!

    Marito di StarDancer

    P.S.
    Questa note che fati dopo le storielle della buona notte alle palle al piede?
    Se ti va mi trovi al solito posto, nel letto!
    Casomai ci fosse affollamento sono quello con i colpi di tosse e la febbre a 38 e mezzo...

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  2. Post stupendo, che rispecchia il mio pensiero :)

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  3. Un uomo che ti chiede "ma tu sei felice" è un uomo molto prezioso.

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"