"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

martedì 11 dicembre 2012

I giochi non hanno colori

E' la seconda volta in due mesi che portiamo i due a pattinare.
Caia, due anni e mezzo, è felicissima di pattinare coi suoi pattini a rotelle (in fila per due) e Deddè è felice di farlo sui suoi in linea, in teoria, perchè in pratica quando glieli mettiamo inizia una lagna infinita e un battibecco col padre che vorrebbe che lui ascoltasse i suoi insegnamenti, quello non ascolta quando sta sui suoi piedi figuriamoci in equilibrio sui pattini e quindi la cosa si risolve in 10 minuti di "abbarbicamento" alla mamma stile koala.
Prima o poi lo porto a scuola di pattinaggio.
Ovviamente chi ha insistito tanto per averli è lui e io (noi) ci siamo lasciati convincere, io nella segreta, ma non tanto, speranza di comprarmeli e pattinare anch'io dopo anni che non lo faccio, e Lui nella speranza che insegnargli l'equilibrio sui pattini gli insegnerà l'audacia o almeno a reggersi meglio sui suoi piedi ;)

Il posto in cui li portiamo è un posto molto bello e frequentato da chi vuole farsi una passeggiata vicino al mare lontano dalla sabbia, è pavimentato con piastrelle ed è dritto, per cui è molto facile pattinare, soprattutto per i bambini.

Dicevo, è la seconda volta che li portiamo a pattinare, ed è la seconda volta che a Caia viene rivolta la stessa osservazione dopo che hanno visto questi:



Notate qualcosa di strano?
Qualcuno direbbe niente, semplici pattini rossi e gialli.
Guardandoli meglio

Il disegno sui pattini raffigura un noto personaggio dei cartoni adorato da Deddè ma anche un pò da Caia, "Saetta Mcqueen".
E anche qui niente di strano no?
Ai bambini (maschi) a quanto pare la cosa risulta un pò strana.

"Come si chiama?"
"Caia"
"Ah ma è una femmina"
"Si è una bambina" (Anche se indossa il giubbotto blu che apparteneva al fratellino e ha i capelli corti che traggono in inganno).
Guardano i pattini, guardano lei e con uno sguardo tra il disappunto e la confusione
"ah ma allora non può usare questi pattini, non può metterli perchè sono da maschio e una femmina non può usare i giochi da maschio"
"Davvero? E come mai?"
"...."

E' capitato entrambe le volte da parte di bambini che avranno si e no 5/6 anni ma potrebbero essere un pò più piccoli o un pò più grandi (non sono molto brava a dare l'età alle persone).
In genere non sanno cosa rispondere, se non usando la stessa frase, che le femmine non possono giocare coi giochi da maschi.
Perchè? Chiedo e mi chiedo.
E mi ritrovo dopo mezz'ora a fare un discorso a Deddè sul colore dei giochi, perchè arrabbiato con Caia che non aveva voluto prestargli i suoi pattini aveva affermato che le macchinine erano da maschio e lui non gliele avrebbe date.
Anche se sembra che non ascoltino i bambini recepiscono tutto, ovviamente.
A casa non esistono giochi da femmine e giochi da maschio, ci sono giochi di tutti i tipi, macchinine (tantissime), animali, cucina, palle, bambole, costruzioni, e chi più ne ha più ne metta e i due giocano con tutto.
Non ho mai inculcato loro l'esistenza dei giochi differenziati, anche se ovviamente Deddè è pieno di macchinine, piste e quant'altro, l'amore per le macchine inculcatogli da Pi quando era piccolo, ma non disdegna di giocare con le bamboline di Caia, il passeggino o con la cucina.
E per Natale ha chiesto Rapunzel a Babbo Natale con tanto di letterina disegnata.

"I giochi non hanno colore amore mio, non esistono giochi da maschio e giochi da femmina esistono solo i giochi, che poi vengono colorati da chi vuole venderli solo ai maschi o solo alle femmine.
Ma solo gli ignoranti credono che i colori possano distinguere i giochi.
I giochi sono tutti uguali e tu che sei un maschietto puoi usare un gioco colorato di rosa se ti piace, e infatti usi la cucina colorata di rosa, non succede niente, mica il gioco ti mangia o ti trasformi in una femmina, resti sempre tu e il gioco resta sempre lui.
Quando era piccolo nonno non esistevano queste distinzioni, a mala pena esistevano i giochi, e se li costruivano da soli, nonno mi raccontava che lui si costruiva le bamboline con la pannocchia di mais e si divertiva tantissimo a giocarci."

So che questo discorso non basterà perchè comunque a scuola (non con le maestre che ha in questa scuola materna!!) o fuori continueranno a sentire questo tipo di discorsi, anche da altri adulti che hanno vicino.
Non posso cambiare da sola la cultura di una società o certe idee radicate, già si fanno strada quelli che quando piange gli dicono di non fare la femminuccia (ha ancora quattro anni!), a volte non so davvero come rispondere a queste cose perchè sono talmente radicate nella nostra società di adulti che è difficile combatterle, l'unica cosa che posso fare è non dirglielo io e cercare di fargli capire che esiste un modo di pensare diverso da quello e sperare di essere il suo punto di riferimento ancora per molto tempo!!
Per adesso loro non fanno distinzioni di questo tipo e spero che la cosa continui ancora per un bel pò.
Intanto l'aiutante di Babbo Natale che è in me ha già sfornato questa piccoletta per lui:


10 commenti :

  1. Completamente d'accordo con te!!
    La settimana scorsa D. mi ha chiesto se poteva colorare con il viola "che è un colore da femmina" e gli ho fatto un discorso simile al tuo!

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    1. Purtroppo la società in cui viviamo non aiuta certo, anche se da noi non lo sentono e non lo vedono, lo vedono dagli altri bimbi o dagli adulti. Però avere altre idee e cercare di trasmettergliele male non farà ;)

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  2. Carissima i tuoi lavori sono bellissimi!
    sulla differenziazione dei giochi non sono al 100% d'accordo. Senza esagerare ma la sessualità si vede anche in quella scelta, poi ci deve essere assoluta libertà, quello sì!

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    1. Grazie cara :)
      non parlo di scelte del bambino, che può scegliere con quale gioco giocare e se vuole giocare con una cucina o con una scopa non necessariamente deve essere bollato, come invece si fa, come femmina.
      Mi fa pensare che un bambino di 5 anni abbia ben chiara la differenza di generi anche guardando un paio di pattini che invece che essere rosa da bambina sono rossi e quindi non adatti ad essere indossati da una bambina, perchè??? la cosa mi fa incavolare e penso e credo che siano i genitori o comunque gli adulti che inculcano queste stronzate (scusa il termine) e credo doveroso non inculcare questo tipo di stupidaggini nella testa dei miei figli, maschi o femmine, perchè dalla semplice espressione tu non puoi giocare con quel gioco da maschio arriva il tu non puoi giocare con me perchè sei femmina/nero/giallo/verde o altro :(

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  3. Come ogni anno mi tocca frequentare qualche grosso negozio di giocattoli in questo periodo, e come ogni anno mi arrabbio. Ci sono colori e distinzioni assurde per questo millennio, non sopporto il kit completo per il riassetto domestico (scope, lavatrici, ferri da stiro ...) tutto rigorosamente rosa, non sopporto le costruzioni nel reparto "maschi". Non è ossessione la mia ma la voglia di spezzare quell'atteggiamento che fa finire ogni giorno una donna in cronaca nera. Purtroppo si può cominciare già dai giocattoli.
    Scusa lo sfogo in po' ot ...

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    1. E' la stessa cosa che infastidisce me, maschi: pistole, costruzioni, macchine; femmine: kit per il riassetto, lavatrici etc. Il tutto rigorosamente nei colori cosiddetti da maschio e da femmina :( come dici tu si può cominciare si già dai giocattoli e anch'io vorrei spezzare questo tipo di atteggiamento, anche se è entrato sotto la pelle della nostra società. Come spiegavo a mio figlio i colori assegnati ai giochi sono solo mode per far comprare o meno un giocattolo, quando abbiamo comprato quei pattini a Caia c'erano solo quelli ma credo che avrei fatto sceglierei lei se ci fosse stata anche la versione per femminucce, anche se togliendo saetta sono dei normali pattini rossi e gialli (la brandizzazzione deve essere per forza sessuata :( )

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  4. Se hai notato pero' si accetta meglio una bambina con i pattini rossi di Cars, piuttosto che un maschio con quelli rosa delle principesse.
    Non so se sia sempre colpa dei genitori, mio figlio fin dalla prescuola veniva spinto a giocare sia con le bambole (accudirle, metterle a letto) che con giocattoli considerati piu' da maschio, tipo automobiline. Noi a casa non discriminiamo eppure lui dice cose come "il rosa e' un colore per le bambine." Naturalmente correggo le sue affermazioni, ma mi chiedo da dove provengano.

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    1. Quello è vero si accetta di più una bambina che veste da maschietto che non viceversa. Non credo sia sempre colpa dei genitori, anzi, credo sia colpa della società di adulti che siamo, delle televisione, di quello che vedono nei negozi di giochi etc. sta a noi farli guardare con occhi diversi anche se è dura perchè ne siamo talmente intrisi.

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  5. alla scuola materna che grembiuli hanno i bambini? quello azzurro, e le bambine rosa... ecco da dove proviene... da noi prima di iniziare la scuola non esistevano distinzioni, è chiaro che abbiamo spiegato che il rosa non è una prerogativa delle femmine... ma senza imposizioni. All'inizio lei sceglieva sempre il rosa quasi un'ossessione... ora spontaneamente è passata alla "normalità". Fuori loro vedranno tante situazioni, sarà nostra premura far capire loro cosa conta veramente. Un po' come quando un giorno è tornata con il desiderio di mettere lo smalto alle unghie, come alcune sue amichette... adesso non lo nomina più. In ogni caso io credo che sia importante una distinzione, che poi passa attraverso la nostra moderazione

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    1. Io ricordo che quando andavamo a scuola noi tutti i bambini senza nessuna distinzione avevano i grembiulini bianchi così come ora li hanno blu.
      Quando era piccolo Deddè odiavo quella netta separazione nel reparto prima infanzia, i bambini anche i maschietti sono bellissimi con tutti i colori pastello e per i maschi non c'era scelta solo quei due colori, allora sceglievo sempre i colori più tenui e chiari, tipo il verde pastello o il color pesca (ovviamente lo scambiavano sempre per femminuccia, anche per il passeggino rosso fragola) perchè sai nemmeno un neonato può essere vestito di giallo e avere il passeggino color fragola :(
      Con Caia è diverso, con lei uso tutti i vestiti del fratello (perchè comprarle un guardaroba nuovo sarebbe davvero troppo) beh lei si sceglie quelli che preferisce, i vestitini, le tute rosa o le scarpette vezzose :)
      Anche se sui vestiti è ovvio che si devono fare distinzioni, sui giochi mi fanno arrabbiare :(

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"