"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

giovedì 21 marzo 2013

Quello che conta è il viaggio

Un post di Lucy oggi mi ha riportato alla mente i dubbi e le perplessità che mi girano per la testa in questi giorni, consciamente e inconsciamente.

Sogno le maestre di Deddè che mi dicono: ma perché siete andati via? Perché non siete rimasti qui?

Sogno il mio "spacciatore" di tappeti che mi dice: se fossi stata qui guarda quanti tappeti avevo trovato per te.

È un paio di giorni che cerchiamo disperatamente, o quasi, un tappeto che mi garbi e niente, nada, nisba, non mi riesce di farmene piacere uno, nè fantasia nè trama, anche se oggi grazie alla mia preziosissima ex-vicina di casa che è andata dal mio "spacciatore" riuscirò ad averlo simile a quelli che ho già.

È strano come, anche se ho la casa totalmente incasinata, piena di pacchi da spacchettare e praticamente niente in ordine, tranne la cucina, mi fissi sui dettagli minimi e insignificanti tipo avere un altro tappeto in camera dei bambini perché così tutta quell'enorme stanza è "sicura" dal raffreddamento delle loro parti inferiori.

Sarà che ho bisogno di fare ordine, di avere almeno qualcosa a posto perché in realtà non c'è niente a posto. Mi sforzo di non pensare alla parete vuota o meglio piena di pacchi e pacchettini in camera da letto perché ancora siamo senza camera da letto, che spero arrivi domani, e in realtà inconsciamente ci penso e traslo il tutto nella ricerca di un tappeto che in realtà non serve. Mi sforzo di non pensare alla stanza caos, chiudo la porta e non ci penso, ma in realtà vorrei già aver spacchettato tutto, messo in ordine ogni cosa e dover andare al lavoro tutti i giorni.

Forse è questo il pensiero più vorace, più opprimente.

Ancora il lavoro non c'è, lo stiamo preparando, anche se siamo in un punto di stallo e credo ci vorranno un paio di mesi per avviarlo. E nel frattempo resistere alle offerte di cambiare idea, alle perplessità di chi pensa che stia sbagliando a cambiare strada, a chi pensa che a 30 anni, dopo 15 di studio cambiare la propria vita e non proseguire su quella strada sia da stupidi, dover giustificare o difendere le proprie scelte.

Non so, a volte penso di essere io che lascio "aperta la porta" perché gli altri lo facciano, che sono io che permetto agli altri di dire qualcosa in merito, e mi arrabbio (con me stessa) perché fondamentalmente sono una che si fa i fatti suoi, anche se non sembra, anche se mi piace discutere e parlare e vedere perché amo la vita e gli altri, in realtà penso che gli altri abbiano diritto di fare e pensare quello che vogliono e utopisticamente vorrei che anche gli altri la pensassero come me, ovvero che come me non si arrogassero il diritto di dirti se stai sbagliando oppure no, anche se poi il confronto mi piace, non mi piace chi si pone in una posizione di superiorità dicendomi che sto sbagliando a priori oppure che siccome a lui è andata così allora anche a me andrà in quel modo li (come ha detto un mio amico l'altra sera "hai vissuto troppo in ambito accademico e nella realtà dei fatti la vita è diversa" è vero sono troppo ingenua e inesperta, credo). In realtà mi accorgo che non è così, non sono io che lo permetto ma è insito nella natura umana, è la nostra natura di animali sociali che ci fa interessare agli altri e chiedere il perché di un comportamento, che noi riteniamo sbagliato o che noi avremo affrontato in maniera diversa. In realtà ringrazio quelli che lo fanno perché mi fanno pensare, mi fanno riflettere su aspetti a cui non avevo pensato. A volte cambio idea, modifico il mio atteggiamento oppure fortifico la mia idea. È che poi certe discussioni nascono quando ancora non hai i piedi ben piantati a terra, non hai certezze tranne quella del tuo nome e forse nemmeno quella, mentre gli altri sembrano averle, e allora mi fanno dubitare perfino dell'aria che respiro, anche se poi c'è Lui che mi riporta alla realtà: è stupido chi non ha dubbi e quello che conta è il viaggio.

Accanto a te è ancor più lieto.

4 commenti :

  1. Hai ragione. E' che sei nella fase peggiore del viaggio, quella in cui non puoi piu' tornare indietro ma hai ancora strada davanti. Dai tieni duro bella mia. The best is yet to come.
    E grazie :)

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    1. Grazie :) credo di si, sono nella fase peggiore spero di riuscire a tener duro e di farcela :)

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  2. Siediti, chiudi gli occhi e, come direbbe mio figlio, take a deep breath.
    Tutto andra' per il meglio.

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"