"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

martedì 9 aprile 2013

Chi ben comincia...

Quasi un mese.
E' passato quasi un mese da quando siamo qui, devo guardare il calendario per capacitarmene.
A tratti non mi sembra vero, ancora, a tratti mi sembra che non siamo mai andati via, eppure...
A momenti non vorrei essere tornata.
A volte invece sembra così naturale e normale.
Un pò mi manca l'altra vita, le abitudini che qui ancora non ho, la vicina di casa che suona per un saluto, il suo sorriso e il sorriso del suo bimbo.
Caia che mi dice "mamma la prossima volta scegli una città più bella" imitando Kiki mi riporta alla realtà, anche se non è bellissima questa cittadina, almeno è decisamente più bella del paesone in cui vivevamo prima, anche e solo perchè in tutto in quartiere in cui viviamo ci sono i marciapiedi!!
C'è il parco vicino, in cui però manca un parco giochi per i bimbi, e non si può voler tutto direbbe qualcuno :P e c'è un negozio grande in cui ci sono dei giochi liberi e disponibili per tutti i bimbi che sono un vero e proprio toccasana in questi giorni di freddo e pioggia.

Un mese di Deddè nella nuova scuola, in cui c'è una maestra che mi sembra non avere tanto polso coi bambini, forsè è stata solo un'impressione e la relativa sensazione, però una maestra che mi dice "signora ci sono degli elementi di disturbo e io non riesco a lavorare" mi fa pensare.
Ok che ci sono bambini e bambini, però non dovrebbe essere la maestra a saper "gestire" la classe, a farsi rispettare, a far rispettare le regole?
Poi Deddè che arriva stanchissimo e arrabbiato, che la prima cosa che fa quando entra in casa è piangere e urlare.

Deddè: MAMMAAAAA DOV'E' IL MIO PANINO?????
L'hai lasciato a scuola amore.

E giù a piangere per almeno mezz'ora.
E così con qualsiasi cosa io risponda appena mette piede in casa.

E poi ieri sera a un certo punto mi dice "mamma ci sono questi bambini che mi tirano calci, e mi fanno venire i lividi però poi i lividi mi passano e non mi fa male", oppure "c'è questo bambino che voleva un cosa io gliel'ho data e poi però lui mi ha tirato un calcio lo stesso" O_o
La seconda frase mi ha decisamente spiazzato, e ho visto lui, il mio piccolo bambino indifeso fatto "oggetto" delle attenzioni di questo bambino. E ovviamente mi son immaginata le storie più brutte. Vedendolo in un futuro prossimo pestato dai bambini più grandi o più furbi di lui.
Almeno me l'ha detto.
Lui così tranquillo e calmo, che fa il gradasso con la sorella ma che in realtà fuori col mondo è timidissimo.
Forse mi preoccupo eccessivamente, e poi Lui mi dice "meno male eri tu che non volevi essere troppo apprensiva". Ecco vabbè, magari mi preoccupo davvero troppo, anche se stasera cercherò di chiedere alla maestra come va e se davvero ci sono bambini che picchiano gli altri senza che lei intervenga.
Mi preoccupo che lui non sappia come comportarsi o non sappia difendersi, o peggio stia li impassibile senza dire niente alla maestra o a qualcuno solo perchè ha paura del bimbo in questione, ma poi penso che in fondo nella vita deve pur imparare a confrontarsi con gli altri, deve imparare a stare al mondo, anche se non vorrei che picchiasse gli altri per difendersi, e poi passare dalla parte del torto.
Gli servirà confrontarsi soprattutto con questo tipo di bambini prepotenti, per potersi fare le ossa, per crescere e imparare qualcosa.
La cosa che però mi spaventerebbe di più sarebbe il fatto che la maestra non si accorgesse di queste cose o peggio le minimizzasse.
Ora, mi viene da pensare e da preoccuparmi da questa parte della barricata, cioè da parte di madre di bimbo fatto oggetto di bullismo (anche se non credo si possa parlare ancora di bullismo vero e proprio, però se il buongiorno si vede dal mattino) e poi mi chiedo cosa farei se il mio bimbo fosse dall'altra parte? Se fosse il bullo cioè?
Credo che in entrambi i casi parlerei con la maestra, ma non saprei davvero come comportarmi, a parte infliggere punizioni al piccoletto in questione.

4 commenti :

  1. D. è come il tuo Deddé. Sto cercando di insegnargli a difendersi con le parole, dicendo "lasciami stare" "mi fai male" "non si fa".
    Alcune volte so che è in difficoltà, ma le maestre vigilano sui prepotenti.
    Dai che ce la fa, concordo con le tue considerazioni sull'imparare a stare al mondo.

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    1. Anch'io sto cercando di insegnargli a difendersi con le parole e vedo che non è facile, le maestre non si sono accorte di niente come temevo, spero non si ripeta

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  2. ladonnachesono.blogspot. ciao :D vieni a ritirare i due premi?

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"