"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

venerdì 10 maggio 2013

Isolani

Vivere in un'isola è restrittivo, forse è quanto di più restrittivo uno possa pensare, soprattutto se vivi in un'isola come la nostra e non come l'Inghilterra o l'Irlanda.

Poi leggi: devi viaggiare, muoverti, essere cittadino del mondo, non rimanere nella nostra isola, studiare le lingue, insomma aprirti al mondo, e poi valorizzare la nostra cultura anche nella nostra piccola isola. Tutte cose giustissime, non lo metto in dubbio, è quello che ho sempre pensato.

E studi, tanto, soprattutto le lingue perché da adolescente pensi che possano servirti perché stare in un'isola è restrittivo e ti piacerebbe viaggiare ma soprattutto leggere in un'altra lingua e sfruttare queste tue conoscenze linguistiche sulla tua isola. E fai i conti con chi pensa che studiare lingue sia importante solo per uscire, per viaggiare e insomma se non vuoi insegnare non ti servono a molto qui. Anche perché nei posti turistici (a parte gli hotel, quelli 5 stelle, e solo nei posti chiave tipo receptionist e cameriere) trovi gente che a malapena sa dire "good morning" o meglio "guten tag" e basta studiare quattro frasi base e puoi andare avanti così, e capisci che studiare per anni non è servito a niente se assumono persone che di lingue non sanno parlare bene nemmeno la propria o te ti assumono per fare un corso di 20 ore a ragazzi che poi andranno a lavorare nei punti di informazione turistica (parlo per esperienza diretta). Qui in certi ristoranti in luoghi prettamente turistici a volte non c'è neppure il menù tradotto in inglese e i camerieri non sanno nemmeno una virgola d'inglese. Mi è capitato di propormi di tradurre il menù in inglese a un bar/ristorante e il gestore mi abbia risposto "non è necessario". Si fa presto a dire turismo. Il turismo deve essere valorizzato, sfruttato e coccolato, tutte belle parole che senti a inizio stagione e che stridono immancabilmente con quello che vedi sul posto. Non nego che ci saranno sicuramente delle eccezioni e ne ho viste, ma la maggior parte non va al di la del proprio naso. Non sono certo in grado di fare un'analisi accurata nè tantomeno vuole essere esaustiva. Però mi è capitato di recarmi in posti altamente turistici come Abano Terme e Montecatini, posti ad alta densità turistica, e in ogni negozio, anche fosse il negozio di scarpe, il commesso conosceva il tedesco, dato che la maggior parte dei turisti proveniva dalla Germania, ed ecco mi è sembrata la cosa più ovvia del mondo, qui non si traducono nemmeno i menù ai ristoranti figurarsi parlare una lingua straniera perché tanto vorremmo vivere di solo turismo e ci fregiamo di questa bella definizione (eh si viviamo di turismo). Ma che tipo di turismo?

Vabbè poi ti scontri ovviamente con i trasporti. Si fa presto a dire che bisogna viaggiare e spostarsi fuori dalla nostra isola e conoscere il mondo quando poi un volo aereo ti costa come minimo 300€ andata e ritorno (e si ogni tanto trovi i low-cost ovviamente anche se poi ti sbarcano a km dal luogo in cui vorresti andare e devi aggiungerci il treno e arrivi quasi al costo del biglietto con un volo non low-cost).

Ed ecco oggi sono in vena un po' polemica, vuoi perché leggi certe belle cose e pensi si tante belle parole ma poi in fondo anche se studi a che serve se il lavoro per cui hai studiato qui non c'è o è stagionale ovviamente, e se non becchi chi ti "inoltra" la prima volta non riesci proprio a entrare mai perché si richiede sempre e comunque esperienza e conoscenza di software che non puoi conoscere se non dopo aver lavorato in quel settore. E c'è crisi certo, ma la crisi qui c'è sempre stata, ora è semplicemente disperata. Noi sardi siamo sempre partiti, magari ora chi parte sono i laureati certo perché la speranza era di studiare e avere maggiori possibilità qui. Ma manca anche lo spirito imprenditoriale, oltre che i soldi per investire. Cerchi determinate cose e non ci sono perché non le producono in loco e importarle costa troppo, ma se la domanda c'è, o ci sarebbe, non ci si pone nemmeno il problema. Tanti che fanno la stessa cosa e nessuno che si diversifica (per fare un esempio concreto: l'altro giorno con Lui cercavamo chi si occupa di arredamento negozi, creazione insegne etc., troviamo vari, neanche tanti, operatori ma pochi veramente che si diversificano, sembra quasi che le uniche attività qui siano fare cancelli, tutti uguali ovviamente nessuno che ti faccia un cancello un po' diverso, o nessuno che ti faccia che so il vetro bombato oppure le insegne con le luci a led, poi magari il tuo concorrente un giorno si sveglia e decide di fare quella cosa che nessuno fa e tu magari lo invidii pure perché ci ha pensato prima di te).

Io era un paio d'anni che immaginavo un negozio di usato per bambino in questa città, circa 5 anni, ovvero da quando è nato Deddè e ho conosciuto quelli della vecchia città. Mai avei immaginato che avrei avviato l'attività, nemmeno se me l'avessero detto ci avrei creduto. E ora che devo mettere tutto nero su bianco, l'unica cosa che mi viene in mente è che ci ho pensato quasi per gioco, che non è una cosa che sognavo tutta la vita o qualcosa che ho studiato a tavolino, è capitato, come le cose che capitano nella vita, e chissà come questa cosa mi sembra poco seria, anche se poi non sarò poco seria nell'impegno. Ma ecco le motivazioni che ora dovrò scrivere mi sembrano così poco serie o poco adulte!

Come una che fa quasi tutte le cose seguendo l'istinto e l'entusiamo non dovrei preoccuparmi di passare per quella che non sono, come quella che oltre ad avere il suo entusiasmo e la sua voglia di fare e di imparare ha anche motivazioni nobilissime per voler avviare un'attività, le motivazioni pure e semplici sono quelle che mi piaceva l'idea e qualcuno ha deciso di assecondarmi, dovrò inventarmi un paio di cosette in più ;)

E niente un'amica l'altro giorno mi manda una foto del negozio di usato per bambini già esistente qui e mi dice "qualcuno ci ha già pensato prima di te", e non so perché penso che qui la mentalità è che se qualcuno ci ha pensato prima di te tu non dovresti farlo O_o

Mi capitò una cosa simile quando decisi di studiare lingue, mia zia mi disse "ma c'è già tua cugina che è laureata in lingue!" E allora? Non capisco questa mentalità! Perché non dovrei farlo se ci ha già pensato qualcun'altro? Io credo che se ci ha pensato qualcun'altro i tempi son pronti per quel tipo di attività, che poi sarai tu a dover gestire, sarai tu a dover far andare avanti l'attività con la tua inventiva e le tue capacità e non solo, come si pensa qui, perché sei l'unico e magari non vai al di la del tuo naso e non proponi cose nuove perché non ti informi e vivi solo di rappresentanti e fornitori e non ti informi per altre vie. Ieri proprio su questo mi è sembrato di tornare al paesone in cui abitavo fino a 3 mesi fa, cerco disperatamente delle ballerine o simili a cui possa togliere il plantare entro in un negozio e la commessa mi fa "e signora le ballerine così non le fanno proprio" ovvio se non le hanno loro non le fanno.

E non so se sia la mentalità isolana o se dipenda dall'essere isolati anche se con internet ormai non lo siamo più.

Scusate il pippone riflessivo ma l'avere constatato che certe leggi di Murphy si verificano spesso e volentieri nei momenti critici della tua vita mi ha stimolato l'appetito :P e cosa c'entri tutto ciò lo sa solo il mio cervello.

Se hai pochi soldi e nessuno stipendio da mesi, ti capiterà di rompere un elettrodomestico fondamentale nella tua vita e tutto ciò ti capiterà quando ne avrai più bisogno, a scelta la lavatrice quando hai kg e kg di panni da lavare o l'aspirapolvere in primavera e tu soffri di allergia (non poteva mancarmi di soffrire di allergie a tutti i maggiori allergizzanti in circolazione tra cui ovviamente quei pezzenti degli acari :P).

18 commenti :

  1. Non lo so cara, sono tempi duri per tutti. Sicuramente vivere in una metropoli aiuta di più in termini di contatti e possibilità Ma alla lunga, se si è bravi vien fuori. Stringi i denti e vai avanti.
    In bocca al lupo.
    Raffaella

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    1. Grazie, si son tempi duri per tutti davvero :(, il mio ragionamento era più che altro sulla mentalità che qui è presente sempre, sia che ci sia crisi o meno, la crisi è solo una scusa a lungo andare. A me non manca la buona volontà nè la voglia di mettermi in gioco anche se ovviamente quando mandi i CV questo non lo puoi imprimere in filigrana su di esso e alla lunga diventa stancante e così succede a un sacco di amiche laureatesi con me, purtroppo siamo al punto in cui non ti rispondono nemmeno più "non siamo interessati alla sua figura professionale" e magari pensavi che quell'annuncio cercasse te.

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  2. oppure, senza stipendio da mesi, ti si rompe un dente e devi correre dal dentista, o arriva la super salata bolletta, oppure un'altra improvvisa visita medica e...cacchio!
    aprilo il negozio!!! :-) dai uno schiaffo morale a chi pensa che basta un esemplare, o che non serve.
    (anche qui, alcuni negozianti, se non hanno una cosa, è perchè "non esiste"....!)

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    1. Chissà come mai queste "disgrazie" capitano nei momenti meno opportuni :( sembra che si attraggano!
      Il negozio è in fase di avvio, aprirà a settembre, ancora combattiamo con la burocrazia :)
      A me fa pensare il modo di fare commercio di certi negozianti, e poi quando glielo fai notare non si informano, per loro non esiste punto e basta, io cerco sempre le cose più "strambe" ma cavoli se fossi un'artigiano certe cose me le farei!!

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  3. Essere sardi significa, non solamente vivere in un' isola, ma vivere in un' isola praticamente spopolata, con un' economia che non è mai decollata e con gli abitanti che non riescono ad accordarsi praticamente su niente. Almeno questo è il mio punto di vista. Sai cosa mi ha stupito? che qualcuno ti inviti a fare qualcosa di diverso da quello che hanno fatto altri! Da queste parti esiste il problema contrario : nasce un coro? dopo pochi anni alcuni componenti si separano e ne fanno un' altro. Nasce una società di atletica? dopo tre anni un' altra, e dopo due, un' altra ancora, come un' ameba impazzita. Qualcuno ha l' idea di aprire un negozio di giocattoli che non siano i soliti barbie e co. dopo due anni eccone un' altro. specifico che siamo 10000 abitanti, non è che ci sia tutto questo consumo di giochi alternativi!!! Per quanto riguarda il turismo concordo su tutto e credo che diventare dei bravi "ospitatori" potrebbe farci bene non solo a livello economico ma sopratutto a livello ambientale, facendoci promotori di un turismo sostenibile e non selvaggio come quello che viviamo. Scusa la lungaggine....

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    1. Non ti scusare per la lungaggine anzi grazie, volevo proprio sentire un altro parere sardo :) Hai ragione con quello che dici sul fatto che l'economia non è mai decollata :( per il discorso di fare le cose tutte uguali non ci avevo mai riflettuto e forse hai ragione, tutti ci si copia e non si hanno iniziative proprie o innovative osservando il mercato, e infatti uno dei dubbi che mi è venuto per il negozio è che ce ne fosse già un altro anche se poi effettivamente andremo a farlo in una zona completamente diversa e lontana da dove c'è l'altro con un tipo di visibilità diversa. Il problema che io ho sempre riscontrato è che se tu hai un'idea e un altro no in genere non vieni valorizzato ma azzoppato e magari nascono le solite invidie che poi possono pure degenerare e se sei sarda sai di che parlo :(
      per il discorso turismo parlavo proprio di quello, abbiamo un tipo di turismo selvaggio che sfrutta e basta e si potrebbe decisamente far di meglio.

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    2. Aggiungo, e poi veramente chiudo:o), che il discorso sul copiare è mooolto generale: è ben diverso copiare un' iniziativa in un paesotto, e copiare la vendita di un tipo di abbigliamento, in una grande città! Che poi mi pare che l' idea dell' abbigliamento usato, non ti sia venuta vedendo quel negozio, ma fosse già tua.
      Un grande in bocca al lupo per la nuova avventura, e facci sapere la data di apertura, che magari, in 3 quarti d' ora di macchina, o un' ora e quaranta di treno:o( vengo a trovarti!

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    3. Certo vi aspetto volentieri :)

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  4. Forza e coraggio!!
    Krastor ;)

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  5. No ma la zia si commenta da sola :DDD
    E poi perche' il tuo negozio non potra' essere migliore dell'altro?? Alla fine la concorrenza aiuta il commercio. Stringi i denti e vai avanti per la tua strada. Bacio.

    (E comunque mi pare una mentalita' abbastanza diffusa al sud.)

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    1. Quella zia in particolare è mitica, ogni tanto ne dice una :D
      Anch'io penso che la concorrenza aiuti il commercio, soprattutto in un centro grande piuttosto che in uno piccolino in cui magari non servirebbero proprio due negozi del genere.
      Grazie bacio anche a te :)

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  6. Per una come me, che vive la Sardegna solo durante le vacanze, il punto di vista di chi ci vive nel quotidiano è veramente molto interessante, perchè consente di conoscere aspetti che non si possono cogliere in quelle uniche due settimane all'anno.
    Sul discorso dell'accoglienza turistica, anche in Liguria potremmo fare molto di più...
    In bocca al lupo per il tuo negozio!


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    1. :) crepi il lupo
      beh poi i posti turistici di per sè sono un pò un mondo a parte qui in Sardegna, dipende dalla zona in cui vai, se zona di alberghi o zona di case in affitto, li cambia totalmente il tipo di accoglienza e gestione del turismo.

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  7. L'isola e' isola.
    Da quando ho lasciato la mia Toscana per vivere in Inghilterra ho le stesse sensazioni che descrivi.
    Soprattutto quando parli di trasporti. prima in poco piu' di due ore di macchina raggiungevo mare montagna, citta' di ogni tipo,mi sembrava normale adesso apprezzo e ricordo con nostalgia quel tipo di liberta'.
    Adesso o son voli o navi o macchina ma devi prendere il tunnel se proprio vuoi tornare in continente e comunque sia sono soldi e tempo.
    La sensazione di chiusura e di prigionia e' notevole, soprattutto mi sento cosi' a nord, che ogni meta che amo e' troppo a sud!

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    1. Eh si che forse hai ragione, l'isola è isola, anche e soprattutto per i trasporti, anche se poi magari l'Inghilterra è un po' meno isolata della Sardegna, e da qui costa meno venire a Londra che andare a Roma ma sono sempre e comunque soldi e tempo, e poi quando hai i bimbi tutto diventa più complicato per spostarsi, devi saper fare progetti!

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  8. Le isole e la sardegna in particolare sono posti che mi affascinano molto. Come deve essere strano e anche frustrante viverci. Che non so neanche se servirebbe aiuto esterno, bisogna cambiare i ragionamenti nelle teste. Comunque ci trovo un po'di fascino nel ristorante con menu italiano e nessuno che parli altra lingua. O parli italiano o decidiamo noi cosa mangi!

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    1. È strano si, anche se noi adoriamo la nostra terra, è selvaggia e per certi versi in certi posti ancora hai la sensazione di essere in un posto incontaminato. Anche secondo me non servirebbe un aiuto esterno, bisognerebbe cambiare la mentalità. Ahahaha si in fondo è proprio così nei ristoranti o sai cosa mangi o decidiamo noi ma in fondo funziona così un po' dappertutto ;) anche in Francia riuscii a mangiare schifezze scritte solo in francese ;)

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"