"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

giovedì 3 ottobre 2013

Anno (scolastico) nuovo, stessa storia

La storia è sempre quella (non fai merenda con girella :P): Deddè, e la gestione dello stress, la rabbia o qualsiasi situazione sgradita.

Cambia l'anno, cambiano i compagni, manca il "capo" di quelli cattivi con cui l'anno scorso si era trovato male, ma non cambia la storia che quando arriva a casa invece che il bambino allegro e felice "una vita in protesta" col sorriso, ci ritroviamo il figlio dell'esorcista, che urla e sbraita per ogni minimo fastidio.

Oggi era il risotto.

Arriva a casa, vede il risotto al sugo in tavola e inizia a urlare, e a piangere insieme, obviously.

E sulla strada di casa era stata la nuvola che Caia aveva visto e lui no.

Hai voglia poi a spiegare, parlare, cercare di ragionarci come ha fatto il padre, per ben 10 minuti; tornato in salone vede di nuovo il riso e reinizia a piangere e urlare.

A me fa salire il sangue al cervello. Davvero, mi vien voglia di staccargli la testa a morsi. Il pianto isterico invece che intenerirmi mi fa incavolare. Ma che poi lui ha due tipi di pianto, il pianto isterico con urla, e il pianto isterico con urla con ingrossamento delle vene del collo. Solo una volta gli ho visto un pianto normale, quando siamo andati in una pseudo gelateria e avevano finito il limone, quella volta era pianto silenzioso, quella volta mi ha intenerito, tutte le altre volte no. Vi chiederete come abbia fatto ad arrivare fin qui, boh, pure io me lo sto chiedendo. So solo che a volte non riesco proprio a non sentirlo, a far finta di niente.

Che poi oggi me le ha fatte davvero girare, piangere perché ha il piatto pieno e non gli piace quello che ha nel piatto mi fa davvero andare in bestia! Non è la prima volta che lo fa. E non credo che sarà l'ultima volta che gli ripeto che c'è gente che piange perché ha il piatto vuoto, e ovviamente non avrà capito perché siamo molto fortunati ad avere del cibo in tavola, ma caspita se me le fa girare.

Che poi non è l'unico a "trasformarsi" al ritorno da scuola. Stamattina parlavo con Vale, la cui figlia, come Deddè è brava a scuola ma a casa si trasforma diventando capricciosa e aggressiva.

Che poi mia madre dice che pure io ero così al ritorno dalla scuola materna, pure mia suocera lo dice di mio marito, ed ecco potrei andare avanti all'infinito ma i paragoni non mi servono, mi servono soluzioni.

Sicuramente deve imparare a gestire lo stress, e la rabbia. Una parola. Forse prima dovrei imparare meglio io, soprattutto a gestire lo stress, mhhh.

Sto cercando di fare mente locale per capire se pure nell'altra scuola era così, sicuramente lo era, anche se non ricordo due settimane di uscita presto e pranzo a casa, ma sicuramente arrivava stanco e nervoso anche li.

Come al solito sarà questione di carattere, perché Caia, nonostante arrivi stanca, non è mai incazzosa, quasi mai arrabbiata, anche se la mattina non vuole alzarsi e ha fatto tre giorni di pianti perché non voleva rimanere, alla fine gestisce meglio la stanchezza e lo stress.

Ma il segreto quale sarà? Si può apprendere a gestirlo e soprattutto si potrà insegnare? Lei lo fa in maniera innata, è più calma rispetto a lui, è anche meno sensibile. Lui dice che è il testosterone, ma allora perché non gli fa fare tutte le cose che fanno i maschi? Cioè per essere maschio è anche troppo tranquillo e calmo, diciamo che, a parte la protesta innata, non si arrampica (lo fa lei in compenso), non si rotola per terra al parco, non si azzuffa con gli altri bimbi (tranne che col padrino), anche se credo dipenda dal fatto che è decisamente pigro, insomma come mi ha detto la madrina "per essere un maschio è tranquillo".

Siamo di nuovo allo stesso punto, con l'aggravante che se tra un po' inizio a lavorare non avrò più lo spazio contenitivo della casa e della sua cameretta per poterlo calmare. Staremo a vedere.

8 commenti :

  1. Cosi' su due piedi direi, come ti ho gia' detto, che tuo figlio a scuola non riesce ad esprimere le sue emozioni, e forse non sa stare in gruppo con I coetanei. E cosi' su due piedi ti consiglierei di moltiplicare le occasioni in cui lui possa sperimentarsi in gruppo e con altri adulti in modo positivo come in uno sport di squadra.

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  2. Effettivamente a lui non piace tanto stare in gruppo, preferisce i singoli, se così possiamo dire, il cugino, un paio di amichetti con cui giocare in compagnia. Sicuramente non è socievole quanto la sorella, che solitamente preferisce stare in compagnia degli altri bambini, mentre lui è molto più timido. Sto davvero valutando di fargli fare mini basket, piuttosto che calcio che non mi piace, per vedere se migliora o riesce a gestire meglio le situazioni, o lo stress.

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  3. Ho già avuto modo di raccontare l'incubo dei "nostri" anni alla materna. La mattina muto e semi-immobile in mezzo ai coetanei, il pomeriggio con crisi di rabbia davvero impressionanti. Avrei voluto gestire tutto meglio e comprendere meglio, resterà sempre una spina nel mio cuore.
    L'ingresso alla scuola primaria è stato un passo notevole, perché in un ambiente più coordinato e meno caotico mio figlio riusciva a finalmente a rilassarsi un po'. Ma la vera rivoluzione c'è stata con la maggiore comprensione della sua diversità e la totale accettazione da parte mia. Adesso sa che capisco cosa prova, almeno ci metto tutto l'impegno, e sa soprattutto di poter essere quello che è senza necessariamente uniformarsi, non glielo chiedo più e lo amo pazzamente così.
    Non è facile ma le sue crisi di rabbia si sono quasi azzerate e la nostra vita è infinitamente più serena, persino più "sociale" :)
    Vi auguro di ritrovare in fretta la vostra serenità, so quanto si possa stare male a vedere un bambino così in difficoltà e tentarle tutte per farlo reagire e ragionare. Solo che in quel momento lui non sta facendo i capricci, butta fuori stress e trovare una canalizzazione positiva di tutta quella energia è difficilissimo. In bocca al lupo!

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  4. Grazie Marzia, sai in molti tratto del tuo Alex, vedo il mio Deddè. Esatto in quel momento non sta facendo i capricci ma buttando fuori stress. Forse sono io che ancora non ho capito come gestire la cosa, e purtroppo mi arrabbio a volte più io di lui soprattutto quando non riesco a farlo ragionare :( anche per la questione dello sport a volte gli propongo di uscire per andar al parco ma a volte sopratutto dopo la scuola non vuole muoversi, preferisce stare per conto suo dove è tranquillo. Sicuramente è un bambino molto sensibile, se la prende a cuore per molte cose, in fondo mi assomiglia molto e forse dovrei prenderti come esempio e lavorare prima su di me ;)

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  5. Marta ha sofferto di queste crisi verso la fine dell'anno scolastico. io le ho prese per stanchezza...stanchezza di quei ritmi. é da un po' che va meglio...per alleviare la stanchezza dello svegliarsi presto, del ritorno a casa, cerco di "mantenermi in equilibrio io", 'chè se son stanca nervosa lei agisce di conseguenza...risvegli sereni, chiacchiere lungo la strada...non so, magari è solo un caso...sta andando meglio. Anche lei quando ha questi attacchi sbraita e piange e le si gonfia la vena...e io mi innervosisco, e urlo. Ho provato a ignorarla, nulla. Ho ottenuto l'effetto contrario. L'ho mandata in camera sua: ho peggiorato la situazione. S'è calmata solo quando ho urlato più di lei guardandola negli occhi, alla sua altezza. Due bestioline, insomma :-)

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  6. Credo pure io che sia stanchezza, perchè quando è a casa ha scatti d'ira per qualcosa di preciso, ma mai a quei livelli, e la conferma sta nel fatto che stasera s'è fatto una dormita di 3 ore e mezza!! Anch'io come te le ho provate tutte, proverò la tua soluzione estrema :) chissà che non funzioni ;)
    che poi scatta sempre per qualcosa di preciso anche se irrazionale, poveretti :(

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  7. si io ho questa bimba che all'asilo e' tutta allegra e felice, fa con entusiasmo le attivita' proposte dalle maestre e sta imparando anche a mescolarsi con gli altri bimbi nonostante il gap linguistico al momento sia abbastanza grosso visto che gli altri essendo monolingui parlano tutti e 24 meglio di lei..torna a casa ed e' capricciosa, da qualche mese nn vuole piu mangiare, e' aggressiva con la sorlelina senza apparenti motivi. Ieri e' stato appunto il giorno che ho saputo che all'asilo mangia tutto, e' affettuosa con tutti e molto ubbidiente. percio' quando e' tornata a casa ero cosi' contenta di sapere che i miei tre anni di lavoro non sono spariti del tutto che ho deciso di essere piu' creativa nel gestire le situazioni...qiando ha iniziato a dare i numeri l ho messa a cucinare insieme a me, chiaramente un attivita' non per la sorella. era cosi' contenta che dopo ha spazzolato tutta la cena e ha chiesto il bis. Io di solito al pomeriggio le metto a giocare insieme per avere un po' di margine per me *cucinare, preparare etc)...forse aiuta creare delle attivita' separate per ciascuna di loro.insomma, vedremo se inventandomi delle cose solo per bea lei si sentira' piu' tranquilla anche con me

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    1. Sono felice :) questa è un'ottima idea :) anche con lui questa soluzione aveva funzionato per non sentirsi escluso rispetto alla sorella. Il problema di Deddè invece, a mio parere, riguarda il fatto che non esprime le emozioni in un contesto a lui familiare, diciamo che si contiene, autocontrollo e poi sbotta quando arriva a casa, per via della stanchezza e del nervosismo accumulato

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Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"