"Passavamo sulla terra leggeri come acqua... come acqua che scorre, salta, giù dalla conca piena della fonte, scivola e serpeggia fra muschi e felci, fino alle radici delle sughere e dei mandorli" Sergio Atzeni - Passavamo sulla terra leggeri

martedì 5 novembre 2013

Scollegata

A volte ho la netta sensazione di essere fuori dal mondo.

Va bene che non abbiamo la tv e usufruiamo del computer per guardare il tg, ma a volte non lo guardiamo proprio perché anche se lo guardassimo non si sentirebbe niente, e Peppa Pig è forse più interessante.

Va bene che sfruttiamo allegramente la rete di un caro vicino (grazie signor vicino che lasci la rete aperta!) ma la possiamo sfruttare solo in quell'unica stanza, e non è che posso stare sempre la.

Va bene che ora ho cambiato gestore telefonico, passando da tirubotuttovodaf a ventocheticonsumalabatteriainpochiistanti, però leggere il giornale sul cellulare è davvero un'impresa, già leggere voi blogger è dura.

Però davvero non so come faccio a essere così scollegata.

Leggo cose e mi chiedo: ma di che cavolo parlano? Com'è possibile che non capisca e abbia bisogno di fare ricerca bibliografica per capire poche semplici cose?

Poi mi chiedo dove butto tutto questo tempo libero che ho adesso. Leggendo cazzate forse. Cercando cose inutili da fare? Bohhhh

Oggi guardavo Deddè dalla finestra prima di uscire dal giardino della scuola. La sua classe è l'unica con le finestre che danno sul giardino e potete guardare dentro se le maestre non hanno chiuso le tende. Di solito il mattino i bimbi hanno un gran da fare, mentre il pomeriggio, quando si va a prenderli, sembrano dei carcerati attaccati alle finestre aspettando bramosamente che qualcuno li liberi.

Io di solito dò una sbirciatina con la coda dell'occhio.

E tutte le mattine Deddè si siede in un tavolo appartato a costruire e armeggiare con qualche gioco di ingegno.

E penso che anche lui sia un po' scollegato col mondo. E non è che gliene freghi molto di esserlo. Mentre Caia ha già la sua amichetta con la quale tutte le mattine baci e abbracci. Lui, se qualche compagnetto lo saluta fuori dalla classe, fa finta di non conoscerlo. E pensavo che lupi solitari ci si nasce in fondo. Siamo animali sociali ma anche no. Lui è felice solo quando vede il cuginetto e un'altra amichetta che conosce da piccolissimo. Da poco frequentiamo un altro bimbo più grande di lui con cui va d'accordissimo, e chissà come mai trovo che si assomiglino tantissimo. Non è che abbia problemi di socializzazione, è si un po' timido, ma io credo proprio che non gliene freghi niente. Mi sembra che a lui stia bene così. Non mi racconta dei suoi compagni, o di qualcuno con cui gioca a scuola, mentre Caia mi dice cosa ha fatto con la sua amichetta, e se vede un bambino si fionda per conoscerlo. Forse in lui la spinta verso la società arriverà più tardi. Un amico mi ha detto che il nipote era così da piccolo, solo verso la fine delle elementari ha iniziato ad avere i suoi amici.

Poi penso a me e a com'ero e come sono. E lui, se ci penso, è tale e quale a me. Io sono solo un attimino più socievole, però se qualcuno invade il mio territorio e io non voglio, mi infastidisco, diventi mio amico solo se lo voglio e se mi colpisci al cuore.

Ho sempre pensato che non si può essere amico di tutti, che le amicizie sono preziose e che c'è un amico per ogni tempo della nostra vita. Ci sono quelli che rimangono per sempre e altri che perdi lungo la strada, e anche se ti dispiace devi lasciarli andare. Però solo quando te ne vai tu, solo quando sei lontano e poi torni, capisci il reale valore di un amico, e capisci un po' di più te stesso.

Ci sono quelli che ti seguono, che ti stanno accanto anche quando te ne vai e quelli che vorresti ardentemente ti stessero accanto ma purtroppo non lo fanno, e allora capisci davvero che tu sei il migliore amico di te stesso, perché puoi fare benissimo a meno di lui se lui può fare a meno di te.

E quando penso che Deddè già da ora ha un altissimo senso dell'amicizia e mi dice cose come "io non voglio amici mamma perché sono tutti monelli" oppure "i miei compagnetti non sono amici", penso ancora che non sia giusto, che avrà tempo di farsi i suoi amici, che avrà tempo per capire che ci sono anche quelli leali, quelli che ti vogliono bene nonostante tutto, quelli che ti sono vicini e ti chiedono come stai sempre, e poi ci sono quelli che ti camminano accanto per poco tempo e a cui vuoi un bene dell'anima ma che a un certo punto decidono di allontanarsi, e tu ci stai male, non capisci perché e ti arrabbi, ma non per questo devi perdere fiducia nell'amicizia, non per questo devi perdere la voglia di sorridere a qualcuno e sperare che possa divenire tuo amico.

10 commenti :

  1. Tema delicato e da mamma ci penso anche io a come passare fiducia negli altri ma anche un briciolo di senso critico, più che altro per riuscire a proteggersi, ma sono arrivata alla conclusione che ce la possono fare da soli, magari giusto con interventi mirati quando serve, più che altro per "tradurre", per aiutare a interpretare.

    Anche io sono scollegata per certi versi: niente tv, i tg non li vedo per scelta leggo solo i giornali, se ho tempo, e a volte mi piace stare anche senza web, ma spesso invece sono molto connessa e ultimamente sono molto "mamma da fuori scuola", chiacchero, ascolto, cerco di capire come vivono "gli altri".... sono pochi minuti ogni giorno ma sono una finestra molto ricca e mi piace un sacco contaminarmi ultimamente.

    Le dinamiche delle elementari sono molto interssanti e complesse, prima era tutto più semplice ai giardinetti, i piccolissimi in fondo si annusano e stanno assieme per simpatia a pelle, è tutto molto istintivo. Ora invece ci sono elementi nuovi, ci sono i gruppi, soprattutto ci sono le coppiette, di bimbe specialmente, che includono o escludono, esercitano potere - e quanto ne saranno consapevoli? -, possono spostare gli equilibri del grupppo classe. Le relazioni sono tutte da sperimentare, i bimbi fanno tutto da soli e sono bravissimi in genere, poi ci sono le dinamiche cui devono stare attente le maestre, perchè i gruppi non vengano spezzati da chi esercita pressioni troppo forti, mi spiegava un'amica che è esperta. Sembra un laboratorio di antropologia sociale, per eSSe è tutto nuovo, lei è ancora molto istintiva ma se le dicono "tu non puoi giocare con noi perchè gioco solo con la mia migliore amica" ci rimane ovviamente male ... Pure tra adulti funziona così. Impariamo tanto.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io lo penso spesso, come passare fiducia ma insegnargli anche un po' di spirito critico, vedo comunque che si, ce la possono fare da soli anche se a volte hanno bisogno dell'interprete. Anche Caia si confronta già con queste bimbe che giocano tra di loro e mi dice che non la vogliono far giocare, è ovvio che si dovranno confrontare e impareranno cosa è meglio per loro e come affrontare le varie situazioni. Anche a me piacerebbe confrontarmi, scambiarmi opinioni con le altre mamme, a volte capita che si sta davanti alla scuola e si parli, però non so come noto sempre un po' di distacco come se mi intrufolassi in qualcosa in cui non devo, non so se sia solo un'impressione però ci sono alcune persone che sono ostili, che nonostante ti vedi tutti i giorni entrare ed uscire non sganciano nemmeno un sorriso, anzi nemmeno ti vedono. E hai voglia a voler entrare in quello spazio non c'è posto. La cosa buona che ho visto di Deddè è che è comunque socievole, basta scioglierlo un pochino, non è ostile al mondo e questo mi fa piacere!

      Elimina
  2. Ero anch'io un lupo solitario e forse lo sono ancora. L'amicizia è un valore importante, per me è sempre stata una cosa seria. Questo atteggiamento crea rapporti sbilanciati con gli altri, spesso mi accorgo di essere sempre presente quando un amico ha bisogno, ma si dileguano tutti quando ad aver bisogno sono io.
    Nonostante tutto penso che il tuo bambino sia solo un po' timido, ha bisogno di fidarsi per concedere la sua amicizia e questo è un pregio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciccola anch'io son un lupo solitario, al branco preferisco i piccoli gruppi di due o tre. O anche sola se riesco a fare le cose meglio e prima. Come dici tu questo atteggiamento crea rapporti sbilanciati, io ci sono sempre quando gli altri hanno bisogno, si dileguano quando ad aver bisogno sono io o anche quando non sono io a cercarli, a volte è dura, altre volte meno. L'essere stati lontani ha aiutato a capire tante cose, in primis quello che anch'io sono come lui ho bisogno di fidarmi per concedere l'amicizia, e che spesso aver "fame" di amicizie porta solo a fare degli errori madornali.

      Elimina
  3. Bellissimo questo post. Mi rivedo molto nella descrizione che fai di tuo figlio, anch'io giocavo prevalentemente da sola e non avevo il minimo slancio verso gli altri bambini, non perchè avessi qualche problema, semplicemente stavo bene per conto mio e non mi interessava più di tanto socializzare. Mia figlia più grande, invece, è l'opposto, se vede un bambino nel raggio di un kilometro puoi star certa che farà lei il primo passo per fare conoscenza. A volte la trovo così diversa da me che faccio veramente fatica a comprenderla e gestire certi suoi comportamenti mi risulta difficile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie. Io invece mi rivedo in entrambi i miei figli, o meglio vedo alcuni lati che mi appartengono in entrambi. A volte però è difficile anche se li rivedi perché le strategie che usi tu non sempre funzionerebbero con loro che sono comunque persone diverse da noi.

      Elimina
  4. Che bello questo post! Io lo capisco Deddè, e anche te :-)

    RispondiElimina
  5. Sempre un piacere passare di qui! Tanto per cominciare ogni tanto fa proprio bene scollegarsi. Quando per me è troppo per prima cosa spengo il computer e apro un libro.
    Quanto a tuo figlio... non credo che non abbia amici, e se anche non li avesse, dov'è il problema? Ognuno ha i suoi ritmi e le sue esigenze, e la cosa migliore è rispettare i suoi spazi e non preoccuparsi.

    Volevo chiederti: che fate di bello per San Martino nella tua città?

    RispondiElimina
  6. Grazie :) é proprio vero ognuno ha i suoi ritmi e le sue esigenze ed è meglio non preoccuparsi. A San Martino nel piccolo paesello fanno una cerimonia religiosa e poi una festa di paese, è molto sentita anche se solitamente arriva il freddo proprio in quei giorni li e quindi la festa viene un pò ridimensionata.

    RispondiElimina

Non mi piace fare la questuante, per questo ho ingaggiato le "due palle al piede" che sono bravissime: "Lassia un commento, lassia un commento, lassia un commento pe favvore gggrazie"